Agosto 1944. Parigi è libera

il 25 agosto, dopo oltre 4 anni di occupazione tedesca, l'Esercito di Liberazione francese e gli Americani entrano a Parigi a soli due mesi dallo sbarco in Normandia

Edoardo Frittoli

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La liberazione di Parigi nasce con gli scioperi iniziati il 18 agosto e con la mobilitazione generale della popolazione chiamata dall'FFI, l'esercito francese della Resistenza organizzato sul territorio d'oltralpe da poco liberato dagli Alleati. 

Le forze tedesche nella capitale ammontavano a circa 20.000 uomini ma male armati e tra i meno abili allo scontro diretto con le forze anglo-americane e i francesi di De Gaulle e Leclerc.

Il governatore militare tedesco era il generale Dietrich Von Choltitz. 

Nei giorni immediatamente precedenti l'insurrezione aveva ricevuto l'ordine perentorio da Hitler di minare e radere al suolo Parigi, nel caso fosse stato costretto alla ritirata. Von Choltitz, resosi conto dell'inutilità di un'ulteriore spargimento di sangue di fronte ad una sconfitta certa, non lo rese mai effettivo. 

Nei giorni tra il 18 e il 25 luglio gli insorti parigini eressero barricate stringendo i tedeschi in una morsa, dopo che questi si erano a loro volta barricati in monumenti e luoghi strategici della città. Gli scontri costarono ai francesi del FFI più di 1000 vittime e oltre 1500 feriti. Ma il 25 agosto i tedeschi furono costretti alla resa. Entrarono per primi in Parigi gli spagnoli fuoriusciti dopo la guerra civile e inquadrati nell'esercito di liberazione, assieme ai francesi di Leclerc con una divisione corazzata. 

Mentre l'ultimo panzer tedesco veniva neutralizzato dalla divisione corazzata di Leclerc, Von Choltitz si arrendeva alle forze della Francia Libera presso la gare Montparnasse alle 14,35 del 25 agosto 1944. Di lì a poco sarebbero entrati in Parigi anche le forze armate USA. Tra il 26 e il 29 agosto fu un succedersi di parate  dei libaratori per gli Champs Elysées, con due ali di folla a salutare quella libertà che mancava dal giugno del 1940.

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