La lunga tragica estate del 1944

A 70 anni dall'eccidio di Piazzale Loreto a Milano, un racconto per immagini dei mesi più duri della guerra civile nell'Italia della Repubblica Sociale

Edoardo Frittoli

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Estate 1944. L'avanzata alleata subisce una netta battuta d'arresto dopo l'apertura del fronte occidentale seguito allo sbarco in Normandia.

Il fronte italiano diventa, per gli anglo-americani, un fronte secondario.

I rifornimenti ai partigiani sulle alture del settentrione si fanno sempre più rari. Si intensifica invece l'attività di repressione e di rastrellamento da parte delle autorità tedesche e di Salò. Sono i mesi delle repubbliche partigiane (o zone libere) della Carnia, dell'Ossola e della Valsesia, messe a dura prova dal contrattacco nazifascista partito proprio nell'estate del 1944. Le città sono devastate dai bombardamenti quasi quotidiani.

Le regioni del Nordest sono in massima parte annesse al Reich e rette da governatori (gauleiter) alle dirette dipendenze di Berlino.

All'interno della stessa autorità della RSI nascono realtà autonome direttamente legate alle SS, come i gruppi autonomi di "polizia repubblicana". Il più famoso di questi fu la "banda Koch" che si stabilì a Milano, dove si produsse in torture, sevizie, spoliazioni fuori dal controllo delle autorità di Salò. Gli eccidi di Piazzale Loreto il 10 agosto e quello di Sant'Anna di Stazzema due giorni dopo sono diventati i simboli dell'ondata di odio e violenza cresciute nei mesi estivi del 1944, destinata a durare ancora per il più duro inverno fino alla fine della RSI nell'aprile 1945. 

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