I semi dello scontro tra Russia e Turchia vengono gettati più di cinque secoli fa. Alla metà del '600 l'espansionismo ottomano puntava alla conquista di parte dell'Ucraina facendo leva sul proprio vassallo Petro Doroshenko, che si opponeva alle spinte indipendentiste capeggiate dei Cosacchi filorussi. La vittoria russa spinse l'acceleratore sui sentimenti di indipendenza delle popolazioni caucasiche (Daghestan, Azerbaijian, e Iran settentrionale) Per tutto il 18° secolo il confronto tra zar e sultano si giocò attorno allo scacchiere mediorientale con l'ingresso della Persia e dell'Iran a fianco della Russia. Il sistema delle alleanze settecentesche vide la Francia supportare gli Ottomani, mentre l'Austria che aveva mire nei Balcani appoggiò la Russia. Durante la prima metà del '700 a fianco della Russia intervenne anche la Gran Bretagna come consulente navale dello Zar. La fine delle ostilità portò nel 1774 alla indipendenza della Crimea dal sultano, divenendo di fatto uno stato satellite dei Russi che guadagnavano così l'accesso diretto al Mar Nero

La crescente debolezza militare di Costantinopoli si evidenziò nel conflitto che chiuse il secolo con la guerra russo-turca dichiarata da Caterina II e da Vienna. Il teatro del conflitto tra la Russia e la Sublime Porta si spostava gradualmente verso la penisola balcanica, con l'ingresso austriaco a Belgrado

L'Impero ottomano mostrava all'inizio del''800 una pesante arretratezza tecnologica e militare rispetto agli Stati europei, tanto che furono proprio i Russi ad approfittare delle debolezze turche fomentando la rivolta per l'indipendenza in Grecia, che diviene il primo stato liberato dal giogo turco nel cuore dell'Europa. Le vittorie russe e l'espansionismo zarista preoccuparono l'Impero Britannico per la minaccia russa alle rotte commerciali inglesi. Londra e Parigi decisero allora di venire in aiuto al Sultano per impedire una possibile conquista russa di Costantinopoli e, di conseguenza, dello stretto dei Dardanelli. Queste sono in sintesi le premesse della guerra di Crimea della metà del secolo XIX, nella quale presero parte anche i Piemontesi a fianco di Parigi e Londra. Il trattato di Parigi del 1856 stese le condizioni della vittoria Anglo-turca. La Serbia diveniva indipendente  e cambiava lo scacchiere balcanico in modo determinante. Belgrado sarebbe diventata un punto di riferimento per la Russia nel cuore del declinante Impero ottomano, accomunata dalla fede ortodossa e dalla comune origine slava. In pochi anni la rivolta antiturca appoggiata da San Pietroburgo scoppiò in Bosnia e in Bulgaria, gettando le premesse per un'altra sanguinosa guerra tra Russia e Turchia scoppiata nel 1877. Generata dal casus belli delle violenze ottomane sulle popolazioni slave dei Balcani. Nonostante l'esercito del Sultano avesse arginato la pressione in Crimea, la Sublime Porta usciva totalmente sconfitta nei Balcani. Dai trattati di Santo Stefano emergeva nuovamente una Russia troppo vicina a Costantinopoli, che Londra dovette nuovamente ridimensionare con un'azione navale dimostrativa nel Bosforo. La nuova situazione impose una revisione della visione unilaterale dei trattati a favore della Russia con il Congresso di Berlino del 1878. Il cancelliere Otto Von Bismarck entrò nella disputa gettando le basi delle alleanze che porteranno alla Grande Guerra. La Prussia scontentava la Russia togliendo buona parte delle conquiste territoriali a suo favore, mentre la Turchia deteriorava le già compromesse relazioni con Londra, che dall'intervento del 1877 guadagnava l'isola di Cipro

La fine dell'Impero ottomano si consumò con la Prima Guerra Mondiale,dopo il collasso su tutti i fronti mentre il nemico storico, la Russia, scompariva dal teatro di guerra nel 1917, dopo la rivoluzione sovietica.

Sarà proprio Lenin a bloccare le secolari mire russe nel Caucaso appoggiando dall'esterno la rivoluzione di Kemal Ataturk. La pace tra la due potenze durò sostanzialmente fino alla Seconda Guerra Mondiale quando le tensioni crebbero a causa dell'appoggio turco alla Germania, nonostante la neutralità del Paese. La vittoria alleata spinse il ministro degli esteri sovietico Molotov a cancellare il trattato di non aggressione turco-sovietico dei tempi di Ataturk (1925). Le nuove tensioni tra Ankara e Mosca si svilupperanno nello scacchiere dettato dalla Guerra Fredda. La Turchia e la Grecia entrano nella sfera di influenza occidentale e nella Nato, divenendo avamposti dell'anticomunismo alla frontiera con l'Oriente. 

Il crollo dell'Impero sovietico porta ad un sostanziale miglioramento dei rapporti russo-turchi, pur con rimanenti tensioni territoriali nel Caucaso, con crescenti investimenti Russi in Turchia in campo energetico (gas e programma nucleare) e commerciale. Il periodo distensivo è bruscamente interrotto dall'abbattimento da parte dell'Aviazione di Ankara di un velivolo militare russo in volo nello spazio aereo turco. L'accusa di Vladimir Putin è grave: la Turchia ha pugnalato la Russia alle spalle, agendo come alleata dei terroristi dell'ISIS. E' il 24 novembre 2015: più di 500 anni sono passati dal primo scontro tra le due nazioni.

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