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Sono trascorsi 60 anni da quel 1° dicembre 1955 in cui a Montgomery, la capitale dell'Alabama, una donna afroamericana di nome Rosa Louise McCauley Parks pronunciò un "no" che sarebbe entrato nella storia dei diritti civili e avrebbe dato un contributo fondamentale al crollo della legislazione segregazionista ancora vigente in parte degli Stati Uniti. 

Nata nel 1913, di professione sarta, rientrando a casa a bordo di un autobus dopo una giornata di lavoro, non trovando altri posti liberi si sedette nella zona comune a neri e bianchi. Dopo alcune fermate, il guidatore del veicolo le chiese di alzarsi per far accomodare un passeggero bianco salito dopo di lei. Le norme segregazioniste in vigore obbligavano infatti i neri a cedere quei posti ai bianchi, qualora quelli a loro riservati fossero occupati. Al suo fermo e pacato rifiuto il conducente chiese l'intervento della polizia, che arrestò Rosa Parks per condotta impropria e la condusse in carcere.

«Molti dissero che quel giorno non mi alzai perché ero stanca. Ma non è vero. Ero, invece, stanca di cedere.» Rosa Parks

L'atto coraggioso, nonviolento e potente di Rosa Parks diede il via a una protesta che avrebbe cambiato la storia. La notizia del suo arresto, quella stessa notte, portò decine di leader delle comunità afroamericane a iniziare una rivolta che andrà assumendo proporzioni sempre più ampie. Guidata da Martin Luther King, porterà a un lungo boicottaggio dei trasporti pubblici - che durò 381 giorni - da parte della comunità nera, cui parteciparono anche i tassisti afroamericani adeguando le loro tariffe a quella degli autobus. Il 13 novembre 1956, la Corte Suprema degli Stati Uniti dichiarerà infine incostituzionale la segregazione razziale sui mezzi di trasporto pubblici. 

Rosa Parks si è spenta per cause naturali il 24 ottobre 2005 a Detroit, all’età di 92 anni, dopo una lunga vita vissuta come "madre del movimento dei diritti civili". Il 1° dicembre 1955 è divenuto una data simbolo della lotta contro il razzismo e la discriminazione.

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