La Luna e l'uomo: 1969-2015

Sono passati 46 anni dal primo passo nello spazio. Ecco il nostro satellite nell'immaginario letterario, cinematografico e musicale

Edoardo Frittoli

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ἑπτὰ δὲ ἡμέρας καὶ τὰς ἴσας νύκτας ἀεροδρομήσαντες, ὀγδόῃ καθορῶμεν γῆν τινα μεγάλην ἐν τῷ ἀέρι καθάπερ νῆσον, λαμπρὰν καὶ σφαιροειδῆ καὶ φωτὶ μεγάλῳ καταλαμπομένην·

Per sette giorni e sette notti navigammo il cielo. L'ottavo giorno scorgemmo una terra, simile ad un isola luminosa e sferica, che risplendeva d'una luce chiara.

(Luciano di Samosata "La Storia Vera" Libro I.)

Il viaggio fantastico sulla Luna è un tema ricorrente della letteratura mondiale. Nell' immaginario collettivo il satellite è un pianeta abitato da creature con caratteristiche e aspetti diversi, in alcuni casi antropomorfi, altri zoomorfi. Uno dei testi più significativi e ispiratori della scrittura fantascientifica dei secoli a venire è certamente "La Storia Vera" di Luciano di Samosata (120-180 d.C).

Il viaggio fantastico, narrato in prima persona dall'autore, inizia con la navigazione oltre le colonne d'Ercole assieme a 50 compagni, come un novello Odisseo. Oltrepassati i confini terrestri, un tifone solleva la nave fino alla Luna. Luciano e compagni sono catturati dagli Ippogrifi, animali mitologici che rivedremo sulla Luna anche nel'Orlando Furioso di Ariosto. I naviganti si trovano nel mezzo di una vera e propria "guerra stellare" tra il re dei Seleniti e l'esercito del Sole, combattuta da soldati con funghi come scudo e lance come asparagi e cavalieri su grandi pulci. Gli abitanti della Luna nascerebbero per gemmazione dai polpacci degli uomini, data l'assenza del genere femminile sul pianeta.

Certamente La Storia Vera fu capostipite della letteratura fantastica sui viaggi dell'uomo sulla superficie della Luna. Ritroviamo alcuni degli elementi narrati da Luciano nell' "Orlando Furioso" da Ludovico Ariosto. E' Astolfo, il migliore amico di Orlando, a farsi trasportare  dal carro di Elia sulla Luna per recuperare il senno perduto dal protagonista ed il proprio, contenuti in un'ampolla.

Tre secoli dopo l'Orlando Furioso sarà la letteratura della seconda metà dell'ottocento a riprendere in grande stile il tema del viaggio sulla Luna. Dopo l'avventura settecentesca de Il Barone di Munchausen e dei suoi due viaggi sulla superficie dell'astro d'argento, sarà la volta di Jules Verne, padre della moderna fantascienza. Alla Luna Verne dedica un dittico, edito tra il 1865 e il 1870, composto dai due romanzi Dalla Terra alla Luna e Viaggio attorno alla Luna. In entrambi, la narrazione fantastica è resa più verosimile dall'introduzione di nozioni scientifiche del periodo, mentre la propulsione dei vettori che portano i primi astronauti sulla superficie lunare è ancora affidata ad un gigantesco cannone, che spara un proiettile in cui trovano alloggio gli uomini della spedizione.

Il cannone ritorna anche nella cinematografia degli albori, dove uno dei più noti film dei pionieri del cinema ha come trama il viaggio sulla Luna. Si tratta di Voyage dans la Lune del 1902, del regista e illusionista Georges Méliès. Padre del cinema fantascientifico, usò nel suo capolavoro una serie di effetti all'epoca all'avanguardia, come l'esposizione multipla, la dissolvenza ed il colore dipinto direttamente sulla pellicola. Echi di Luciano di Samosata (gli abitanti fantastici della Luna, l'esistenza di un regno dei Seleniti) e di Verne (il cannone ed il proiettile che atterra nell'occhio del satellite), ne costituiscono l'ossatura narrativa.

Pochi anni dopo Fritz Lang riprende il tema dell'allunaggio. Nel 1929 gira il film muto Una Donna sulla Luna, scritto dalla moglie. In questo caso si tratta di una spedizione di un gruppo di scienziati convinti che la superficie montagnosa del pianeta fosse ricca di filoni aurei. Qui fa per la prima volta la sua comparsa un razzo a propulsione, per la cui realizzazione scenografica fu chiamato uno dei padri della costruzione dei razzi, Hermann Oberth.

Nel 1950 il premio oscar Destination Moon prodotto da George Pal si avvarrà della collaborazione di uno degli autori più importanti della fantascienza del dopoguerra, Robert Heinlein, autore di diversi racconti sulla conquista della Luna.

Anche in 2001 Odissea nello Spazio di Stanley Kubrick (1968) la Luna è colonizzata dall'uomo, che la utilizza come base per i viaggi spaziali.

In musica, la Luna è più volte ricorrente nei titoli e nei testi di brani moderni e contemporanei, da Chopin ai Pink Floyd. Nel loro concept album The Dark Side of The Moon, uno tra i più travolgenti successi della storia del rock, sembrano tornare alcuni dei temi presenti nell'Orlando Furioso. Nel disco uno dei temi portanti è la follia umana, la cui proiezione si ritroverebbe sulla faccia oscura della Luna. Così la follia aveva sopraffatto Orlando sino all'impresa dell'amico Astolfo. Che ne recupera il senno proprio sulla superficie fredda e scura del satellite terrestre.

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