Voglio la testa di Ryan Giggs

Da Rodge Glass un romanzo a così alto tasso di realismo da... profetizzare l'arrivo del fuoriclasse gallese sulla panchina del Manchester United

Ryan Giggs, 40 anni, co-protagonista del romanzo di Rodge Glass. – Credits: Getty Images.

Paolo Corio

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La profezia, augurando lunga vita ad Alex Ferguson, è a pag. 267 di questo romanzo uscito in Inghilterra nel 2012 e proposto ora in Italia dall'attivissima 66thAnd2nd: "Probabilmente giocherà fino a quarant'anni. Vincere tutto, e poi tutto ancora una volta. Poi continuare come assistente di Sir Alex, che lo preparerà a diventare un allenatore di successo. (Nel frattempo continuare a giocare una volta ogni tanto, come l'arma-segreta-ma-mica-poi-tanto che tutte le altre squadre temono). Quando Sir Alex sarà sul letto di morte, chiederanno a lui di accompagnare la squadra nel futuro e lui sarà l'allenatore dello United per i successivi cinquant'anni. Probabilmente sarà il più grande di tutti i tempi, vincerà tutto così tante volte che tutte le altre squadre getteranno la spugna...".

Lui è Ryan Giggs, oggi davvero seduto sulla panchina del Manchester United dopo la fallimentare esperienza di David Moyes come erede di Ferguson. Chi ne prevede il futuro è invece Mike Wilson, sfortunato protagonista di "Voglio la testa di Ryan Giggs", con il quale Rodge Glass certifica la sua meritata appartenenza tanto a una famiglia che da oltre cinquant'anni non perde un match all'Old Trafford quanto alla brillante nuova generazione di scrittori inglesi capaci di raccontare la realtà britannica sulle orme dell'ormai celeberrimo Jonathan Coe.

Chi è Mike Wilson? E' l'alter ego di Ryan Giggs. O, meglio, è tutto quello che Giggs non è per sua fortuna diventato: promessa dello United, in squadra proprio con il gallese e con lui unico giocatore per il cui ingaggio Sir Alex Ferguson si sia mai scomodato di persona, Wilson fa il suo esordio con la maglia dei Reds il 21 novembre 1992, rimanendo in campo per ben... 133 secondi, ovvero finché non si rompe una gamba in un colpevole e durissimo contrasto con un difensore dell'Oldham Athletic, di cui spezza la carriera mentre manda contemporaneamente in frantumi i propri sogni di gloria.

Sì, perché da quell'infortunio in poi per Mike Wilson è tutto un scivolare prima fuori dal calcio che conta e poi fuori da una vita se non agiata almeno dignitosa, con i successi dello United (di cui il nostro protagonista rimane un accanito tifoso) che non bastano a tener lontano depressione e alcol. E una dicotomica ossessione: se infatti Giggs rimane per Wilson un idolo assoluto (al punto da chiamare Ryan il figlio nato da un tragicomico rapporto occasionale), è anche vero che quel maledetto contrasto è stato causato da... uno dei rarissimi passaggi sbagliati da Giggs in tutta la sua lunghissima carriera.

Riuscirà Wilson a trovare la sua rivincita o sarà condannato al perenne ruolo di sfortunato perdente? La risposta arriverà - manco a dirlo - con la finale di Champions League in programma a Mosca il 21 maggio 2008. Con Giggs in campo a segnare per lo United il rigore decisivo contro il Chelsea e Wilson impegnato in una rocambolesca e psichedelica trasferta nella capitale russa...

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