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Sangue romagnolo, la storia di quattro uomini amici-nemici uniti dalla stessa speranza

Il racconto scritto a quattro mani da due romagnoli doc: Luciano  Foglietta e Giancarlo Mazzuca. I due storici raccontano la vita di Nicola Bombacci, Leandro Arpinati e Torquato Nanni, oltre a quella di Benito Mussolini

Sangue romagnolo

Il libro "Sangue romagnolo" di Giancarlo Mazzuca e Luciano Foglietta

Giunto alla sua 45° edizione, il Premio Acqui Storia, nato nel 1969 per onorare il ricordo della “Divisione Acqui” e i caduti di Cefalonia nel settembre 1943, è uno dei premi letterari italiani che può vantare, insieme al rigore scientifico e letterario, una longevità di rilievo: l’eccellenza dei nomi insigniti di questo Premio così come la qualità dei volumi partecipanti nel corso degli anni conferiscono all’Acqui Storia un prestigio che ne fa un patrimonio di tutta la nostra nazione. Questo consolida in noi la volontà di dare continuità ad un evento così importante, che rappresenta una delle più significative risorse culturali non solo italiane, ma anche europee.

Queste le parole del segretario del Premio Carlo Sburlati, sostenuto dal neo sindaco di Acqui Terme Enrico Bertero e dal Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria Pierangelo Taverna. A loro, le Giurie del Premio hanno riferito i 15 finalisti, tra i 163 candidati, delle tre sezioni Scientifica, Divulgativa e Romanzo Storico, i cui vincitori saranno resi noti alla premiazione del prossimo ottobre.

Minerva Edizioni rientra tra i finalisti con “Sangue romagnolo” di Giancarlo Mazzuca e Luciano Foglietta, per la Sezione Divulgativa, presieduta da Giordano Bruno Guerri, giornalista scrittore e storico (suoi sono ad esempio “L’Arcitaliano. Vita di Curzio Malaparte” e “Il Sangue del Sud - Antistoria del Risorgimento e del Brigantaggio”); è stato direttore editoriale di Mondadori, ha condotto il programma RAI “Italia mia” con Cinzia Tani, ha diretto L’Indipendente e collabora con diversi quotidiani come Il Giornale.

Il Libro

Quattro uomini che, nel bene e nel male, hanno cercato di cullare un sogno: la speranza di cambiare. Quattro uomini che, nel bene e nel male, hanno cercato di cullare un sogno: la speranza di cambiare la misera realtà in cui erano nati, l’orgoglio di vivere una vita degna di essere vissuta e di realizzare, con le proprie forze, un mondo diverso, forse perfetto, così distante dalla povera e cara terra, la Romagna, che hanno continuato ad amare per tutta la vita. Benito Mussolini, Nicola Bombacci, Leandro Arpinati e Torquato Nanni, amici-nemici da sempre. Divisi nella vita, uniti nella morte.

Autori

Giancarlo Mazzuca, romagnolo di Forlì, già direttore de “Il Resto del Carlino”, del “Quotidiano Nazionale” e del “Giorno”, è stato inviato speciale al “Corriere della Sera”, vicedirettore a “Fortune” e alla “Voce” di Montanelli, caporedattore al “Giornale”. Ha scritto diversi libri tra cui “La Fiat, da Giovanni a Luca” (con Alberto Mazzuca), “La Voce di Indro Montanelli”, “I Faraoni” (con Aldo Forbice), “La Resistenza tricolore” (con Arrigo Petacco). Ha vinto premi come il “Saint Vincent”, il “Campione d’Italia”, il “Guidarello”, il “Silone” e il “Montanelli”. Attualmente è parlamentare nelle file del Pdl. Luciano Foglietta, romagnolo di Santa Sofia (FC), giornalista professionista ora ottantanovenne ha scritto oltre venti libri tra cui: “Una valle per un’anima”; “Stalag IV B”; “I matti di Seguno”; “Un paese di frontiera”; “Il Boccaccio e l’usignolo”; “L’Elvira del caffé”; “Gian il contrabbandiere”; “All’ombra del Falterona”; “Preti e cioccolata”; “Storie di filo spinato” (con Davide Argnani); “Strapaese”; “Lassù sull’Alpe”.

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