'Raccolta 1992-2012' - Intervista ad Alessandro Baronciani

Vent'anni di esperienze fumettistiche e sentimentali

Dettaglio da una pagina di "Baronciani Raccolta 1992-2012" - Credits: Alessandro Baronciani e Bao Publishing

Nicola D'Agostino

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Premiato nel 2011 sia al Napoli Comicon che a Treviso Comics per "Le ragazze nello studio di Munari" , Alessandro Baronciani è un autore e illustratore che in questi anni si è distinto per il suo tratto essenziale ed elegante e per la notevole attenzione per i sentimenti. "Raccolta 1992 - 2012" è il suo nuovo libro a fumetti, un corposo volumetto di oltre trecentocinquanta pagine per i tipi Bao Publishing che arriverà in libreria il 15 aprile e sarà protagonista di uno degli incontri al festival fumettistico bolognese di Bilbolbul alla fine di questa settimana.
Ho contattato Baronciani per discutere del contenuto del libro, della sua visione e del suo approccio al fumetto.

Cosa c'è in "RACCOLTA 1992 - 2012"? Che differenze ci sono rispetto ai tuoi tre libri per la Black Velvet ?

È una bella domanda a cui risponderò sicuramente in maniera noiosa perché penso un po' complicata. Nei libri c'è una storia e qui invece ce ne sono tante. Nella raccolta ci sono storie brevi e tante volte anche volutamente enigmatiche e oscure. Ho pensato di metterle tutte insieme perché a conti fatti erano venti anni di fumetti e soprattutto perché penso che siano storie "nuove". In un certo senso sono storie che, come dicono i ragazzi di Bao, mi fanno conoscere in un altro mondo e un altro modo. C'erano dei racconti che neanche la mia ragazza conosceva. Certe storie sono nate quasi per gioco. Ad esempio una volta Ratigher mi ha chiesto di disegnare una storia con protagonisti dei piloti dei robot come se fossero in un film di Antonioni. È un po' quello che faceva Munari: mischiare i generi.
Rispetto ai libri usciti con Black Velvet quindi ci sono tante storie in più e ci sono io che mi sono sentito molto contento nell'averle raccolte e raccontate.

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Un libro piccolo e a sviluppo orizzontale (15 x 11 cm): come mai un formato così particolare?

Con i ragazzi di Incubo alla Balena avevamo sperimentato un formato ultra-compatto e mi è piaciuto tantissimo. Le spese si abbassano molto e la foliazione aumenta. Si tiene in tasca come un bunkoban . Tutto quello che tieni in tasca è prezioso, pensa al portafoglio. E soprattutto l'ho fatto così piccolo perché si possa leggere sullo smartphone con l'identica sensazione della carta. Senza allargare o stringere la tavola. Un disegno per pagina, un disegno per schermata. Un dito per sfogliarlo in entrambi i casi.

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Quindi ci sarà anche un'edizione in digitale?

Quando uscirà il libro, uscirà anche la versione Kindle.

Nella scheda ufficiale si legge che il libro è una "Radiografia della provincia emotiva". Di chi è la definizione? La si può usare per descrivere anche agli altri tuoi lavori?

Radiografia mi piace, anche se preferisco l'ecografia. Se mi avessero fatto subito un'ecografia invece della radiografia la notte che sono arrivato d'urgenza al pronto soccorso avrebbero trovato subito i calcoli al fegato invece di mandarmi a casa dicendomi che era una polmonite. Anche la mia dottoressa è d'accordo: dice che si vedono molte più cose. Ero diventato giallo Simpson. E comunque la definizione è di Caterina Marietti e non della mia dottoressa.
Mi piace anche quando usano l'analogia con la Polaroid. La fotografia è quella cosa che definisce un attimo senza parole, come appunto i miei fumetti; in una recensione una volta avevano scritto: poco da leggere e molto da guardare. Mi è sempre piaciuta questa frase, anche se forse nella recensione non era stata messa come complimento.

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Quanto è importante il posto in cui vivi, ovvero Pesaro? Noto che hai ambientato diverse scene dei tuoi fumetti in città sulla costa Adriatica (o quasi) e spesso nelle storie ricorre il mare.

Una volta insegnavo cartoni animati in una scuola superiore a Rovereto. Rovereto è in mezzo alle montagne per arrivarci dovevo prendere tre treni e entrare a Trento. Dopo Verona davanti a me, come un sipario, i monti si aprivano per poi richiudersi subito dietro. Mangiato. Mi ricordo un pomeriggio passato in biblioteca; all'uscita o guardato il cielo ed era già buio pesto con le stelle. poi ho alzato ancora più in su lo sguardo e mi sono accorto che era ancora giorno. Il buio pesto era il fianco della montagna e le stelle le case con le luci accese. Il mare è una cosa che non finisce mai. Di certo è un limite. Un confine. Ma anche un orrizonte, e a me gli orrizonti piacciono. E poi ho questa idea molto malinconica dell'Adriatico che è un mare senza tramonto. D'estate c'è, si e no, soltanto nelle due settimane centrali d'agosto per poi ritornare dietro le colline. A Pesaro si vedono soltanto le albe. Che sono bellissime sul mare. La tratta Pesaro-Ancona in treno sul mare toglie il fiato all'alba. Soltanto che sono poche le volte che conti di vedere l'alba per divertirti.

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Ci sono altri autori italiani che senti affini?

Prima parlavo di Ratigher, aggiungo alla lista Davide Toffolo, Tuono Pettinato, Maicol e Mirco, Squaz, LRNZ, dottor Pira, Bruno, Ribichini con cui ho condiviso tante autoproduzioni e con cui mi piace fare le gite.
Sono anche molto contento del lavoro che portano avanti con le loro autoproduzioni i ragazzi di Incubo alla Balena, ora stanno presentando una nuova fanzine che si chiama La rabbia del canarino e come ospite c'è Davide Toffolo. E poi c'è il gruppo di Resina , che insieme a Delebile (procuratevi Home) sono un po' la nuova ondata del fumetto indipendente.

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In una delle storie, "Perchè mi hai portato con te nella base segreta sotto il vulcano se non mi vuoi piu bene?" si nota un uso più massiccio del colore. È questa la direzione in cui intendi muoverti o si tratta solo si un esperimento?

Dai! non è massiccio! È proprio a colori! La storia era nata per Picnic una rivista tutta a colori. Ho provato a colorarlo come i cartoni animati che guardavo da piccolo. Ci sono tanti riferimenti ai cartoni animati di Tatsuo Yoshida. Volutamente non si vedono robot. È una propria e vera telenovela!

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Verissimo. Stai dicendo che in futuro possiamo aspettarci altre tue storie a colori?

Mi piacerebbe!

Questo libro "sancisce l'inizio della collaborazione di Ale Baronciani con BAO Publishing". A questo punto è doveroso chiederti: quale sarà il prossimo frutto della collaborazione e quanto dovremo aspettare per vederlo?

Se tutto va bene a Lucca, se tutto va male dopo Lucca.

Nota: tutte le immagini sono copyright di Alessandro Baronciani e Bao Publishing.

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