Piazzolla, la biografia (completa) di un bandoneonista

Edita da Minimum Fax, è scritta da Diego Fischerman e Abel Gilbert, i due maggiori esperti argentini della musica del padre del tango moderno

(Photo MIGUEL MENDEZ/AFP/Getty Images)

Simona Santoni

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Rapito dalle note che crea col suo bandoneón, il riformatore del tango campeggia nel bianco e nero della copertina di una nuova biografia dedicatagli, dal titolo semplicemente Piazzolla - La biografia , scritta per Minimum Fax da Diego Fischerman e Abel Gilbert, i due maggiori esperti argentini della musica di Ástor Piazzolla.

Il volume vuole essere il più completo studio esistente sul padre del tango moderno, morto nel 1992, figura affascinante di uomo e musicista, virtuoso del bandoneón e contaminatore per eccellenza dei generi popolari con quelli "colti".

Le pagine (416) ripercorrono il cammino del musicista argentino, presentato da Caetano Veloso a una folla sterminata come uno dei più grandi musicisti sudamericani del secolo, e prova a rendere leggibile l'autore di Libertango.

Gli autori ricostruiscono la vita e l’opera di Piazzolla collocandole nel più ampio contesto musicale e storico-culturale: l'infanzia a New York e l'amore precoce per il jazz; il ritorno da adolescente a Buenos Aires e l'incontro fatale con la musica tradizionale argentina, il tango, destinato a trasformarsi per sempre proprio grazie alle idee innovative di Piazzolla (l'uso di armonie mutuate dal jazz, le tecniche improvvisative, l’introduzione di strumenti elettrici); le collaborazioni prestigiose con jazzisti come Gerry Mulligan e Gary Burton o con scrittori del calibro di Ernesto Sabato e Jorge Luis Borges.

Sullo sfondo ci sono i rivolgimenti politici del Novecento latinoamericano, le rivoluzioni e le dittature, da lui sempre vissute con insofferenza ("non sono né yankee né marxista", disse di sé una volta, "sono un bandoneonista") e con il desiderio di potersi dedicare all’unica grande passione della vita: la musica, quel Nuevo Tango che a partire dagli anni Sessanta e Settanta conoscerà una straordinaria popolarità, valicando i confini argentini e affermandosi come uno dei colori più vividi e riconoscibili della tavolozza musicale contemporanea.

Carlos Gardel, il super divo tanguero degli anni '30, arrivò negli Stati Uniti, dove Ástor era emigrato con la povera famiglia di origine italiana. Ormai nello showbiz dei film musicali, conobbe il ragazzino che faceva la comparsa e gli preconizzò - ascoltandolo suonare - un avvenire radioso. Ma in patria il creatore del Nuevo Tango non fu subito apprezzato. Per molti, in special modo negli anni '50, era il distruttore del tango classico, ballato e cantato, creatore di una musica che gli argentini non hanno mai sentito completamente propria. Piazzolla è stato per il tango quello che Charlie Parker, Dizzy Gillespie e Miles Davis sono stati per il jazz: la fine delle sale da ballo e l'inizio dell'ascolto puro e semplice.

La biografia registra inevitabilmente anche l'inizio di un culto che lusinga lo stesso Piazzolla, mai tenero con i detrattori: musicisti di tutto il mondo lo stimano e lo amano.

Oggi le pubblicità riecheggiano ossessivamente i suo icavalli di battaglia (da Escualo a Libertango, da Adios Nonino a Oblivion) e in Italia e nel mondo si continua a elaborare la sua musica: Richard Galliano e Michel Portal, i Gotan Project e Gidon Kremer, grande violinista classico, o Martha Argerich, la quale inserisce regolarmente composizioni di Piazzolla nei programmi dei suoi concerti. Con la stessa dignità di quelle di Schumann, Beethoven o Kreisler.

Piazzolla - La biografia
di Diego Fischerman e Abel Gilbert
Minimum Fax
pagg. 416, 19 euro

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