"Perché non è già tutto scomparso?" di Jean Baudrillard

Un libro che è una buona sintesi dell'opera del filosofo francese

L’uomo moderno, spiega Jean Baudrillard, conferiva "la forza della realtà" al mondo mentre provava "ad analizzarlo e a trasformarlo", cioè a dissolverne l’immagine appena istituita per elaborarne una migliore. Conoscere per lui voleva dunque dire innescare un processo di sparizione. Dio e la legge, la coscienza e l’arte: ogni piega del pensiero e del reale poteva essere inverata solo dissipandone la rappresentazione.

Perché rileggerlo
Il libro è una buona sintesi dell’opera di Baudrillard, atterrito e sedotto da una postmoderna era digitale capace di creare un mondo "perfettamente oggettivo", "pienamente operativo" e che "non ha più bisogno della nostra rappresentazione". Un mondo da cui l’uomo e il pensiero, Dio e l’arte, il vero e il reale, non essendo previsti, neppure possono sparire.

Perché non è già tutto scomparso? di Jean Baudrillard
(Castelvecchi, 54 pagine, 7,50 euro)

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