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Navigando tra le pagine di 'Rais' con Simone Perotti

Con un grande romanzo letterario, Perotti colma le lacune della storia del Mediterraneo come la conosciamo

Simone Perotti, Rais

Antonella Sbriccoli

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Avventura, spionaggio, amore, storia, passione, riflessioni filosofiche. Pensieri sulla libertà e la schiavitù che creano, tra le pagine e il lettore, una dimensione ai limiti del fisico: tutto questo e di più è Rais, il nuovo romanzo di Simone Perotti. Un libro talmente pieno di vicende, di mare, di umanità, di osservazioni sull’esistenza da non rientrare in nessun genere letterario. Per l’autore è un tentativo di scrivere una nuova epica sulla storia del Mediterraneo, alla ricerca delle "origini acquatiche" che abbiamo perso. Per il lettore è, soprattutto, un romanzo esistenziale, da leggere facendo le orecchie alle pagine per tenere a portata di mano le riflessioni che contiene. 

Ma andiamo per gradi, perché Rais merita di essere presentato. E abbiamo avuto la fortuna di parlarne con Simone Perotti in persona. 

La storia del Mediterraneo come non ce l’hanno mai raccontata

Perotti: E' una storia che volevo scrivere da tantissimo tempo, piena di quello che mi riguarda, che desidero, che spero e di cui voglio parlare al lettore.

La vicenda si svolge agli inizi del Cinquecento. Al centro c'è Dragut Rais, per Perotti "il più grande pirata ottomano mai esistito", così temuto e efferato da essere conosciuto ancora oggi come "la spada vendicatrice dell'Islam". Un personaggio che non si studia a scuola e del quale l'autore, uomo di mare, ha seguito le tracce per nove anni lungo il Mediterraneo. Tanto, infatti, gli ci è voluto per documentarsi, visitando biblioteche e archivi, da quella del Topkapi di Istambul a quelli spagnoli e italiani. Il risultato è una narrazione densa e attenta alla storia di un periodo di grande fermento, in cui gli equilibri, le rotte e le scoperte cambiavano rapidamente. Dragut è spietato, ma anche profondamente umano e per questo capace, con i suoi pensieri, di superare i confini del tempo.

Perotti: In un mondo di follia e di ipocrisia, ho dovuto trovare un personaggio ruvido, bastardo dentro, un tagliagole, per fargli dire quello che vorrei che noi uomini ci dicessimo parlando delle nostre fobie, del nemico, della nostra falsa coscienza, dell'incapacità di accettare il destino, o di aspirazioni autentiche, che diventano una storia diversa una volta realizzate.  

Attraverso le vicende di Dragut, l’autore racconta la storia delle esplorazioni di Cristoforo Colombo e degli ammiragli dell’impero ottomano, presentandoci sotto una luce nuova la scoperta delle Americhe e l'evoluzione della nautica. Quando Colombo sbarcò a San Salvador nel 1492, è plausibile che sapesse dove stava andando, perché esistevano rotte e mappe più antiche di lui che gli indicavano la strada. Così come è probabile che la mappa disegnata da Piri Rais nel 1513 per il sultano ottomano, di cui Perotti ricostruisce la vicenda, tracciasse le rotte marine del mondo intero.   

Un romanzo a più voci

Per trasmetterci la complessità della storia e mantenerla su più livelli, la narrazione è affidata a più voci, ognuna caratterizzata da un registro linguistico riconoscibile e molto curato. Dragut, Bora, il nemico si altenano nella vicenda, restituendo un universo complesso e completo. 

Alla ricerca delle nostre origini mediterranee 

Perotti: Se ha una prevalenza, questo è un romanzo esistenziale, in cui ho cercato di inserire tutto quello che ho capito della vita e di quanto la sbagliamo costantemente.

Rais è un "libro mondo" pieno delle nostre storie, di verità senza tempo sull’essenza dell’umanità e di riflessioni profonde sull'esistenza, ma è anche un tributo alle nostre origini di Paese affacciato sul Mediterraneo che ha rimosso la sua identità. Temi molto cari a Perotti, che ha fatto della navigazione uno scopo di vita: è suo il Progetto Mediterranea, una spedizione culturale e scientifica a vela, che fa rotta lungo il Mediterraneo, il Mar Nero e il Mar Rosso settentrionale, di cui ci piace ricordare le modalità: “incontrando intellettuali e artisti, effettuando ricerca oceanografica, formando uomini di mare e comandanti”.

Simone Perotti, Rais

Frassinelli, 2016. 495 p. 

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