Lutero, Calvino e Montaigne spiegati in un’ora

Il pensiero di tre architravi della modernità in due brevi saggi da poco arrivati in libreria, che si leggono in qualche decina di minuti

Lutero (Credits: Ansa/Guido Montani)

Filippo Maria Battaglia

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Lutero e Calvino, certo. Ma anche Lutero o Calvino. Il primo “nasce filosofo”, il secondo diventa “monaco per il voto, non sacerdote, perché la vita monastica aiutava a raggiungere meglio gli ideali che la  Chiesa proclamava”. Calvino ha un obiettivo, “tipicamente politico: legge e ordine”. Lutero invece vuole “semplicemente migliorare il rapporto dell’essere umano con Dio”. L’uno (Calvino) costruisce la sua riforma basandosi su una struttura parallela a quella delle istituzioni repubblicane; l’altro (Lutero) scopre la salvezza per grazia.

È in effetti piuttosto difficile sintetizzare il pensiero di due pesi massimi della filosofia (e della religione) di tutti i tempi in poco meno di quaranta pagine. Specie se quelle quaranta pagine, i due pesi massimi, se li spartiscono. Eppure è ciò che capita in un libretto da poco pubblicato dall’editore BookTime nella collana Vale Philosophia! di cui abbiamo già avuto modo di occuparci .

A riuscire nella non comune impresa sono stati Giulio Giorello ed Eliana Briante. Ciò che colpisce dalla veloce lettura è la freschezza e la colloquialità dell’argomentazione. Che, certo, deriva dall’occasione che ne ha scaturito la pubblicazione (un incontro della rassegna filosofico curata a Milano da Luciano Tellaroli), ma che in qualche modo ne valica il contesto. Lutero e Calvino: coscienza e istituzione è già, nel suo titolo, esemplificativo di una lettura-conversazione che si sofferma sia sulle differenze sia sul contesto che porta a maturare i due pensatori, in un testo arricchito anche da brevi domande e risposte che puntano a essere esaustive senza scadere mai nel didascalico.

Con lo stesso spirito, un’altra casa editrice milanese, La Vita felice, ha da poco mandato in libreria un libretto di Michel de Montaigne (La torre di Montaigne ) arricchito da una presentazione dotta (e secca) di Armando Torno. Quando, nel 1571, l’autore degli Essais si ritirò a vita privata, lasciando incarichi e prebende, decise di fare incidere nella biblioteca del castello di Bordeaux poco meno di sessanta sentenze che spaziano da Sofocle a Euripide fino a Lucrezio e Orazio. Torno ne ripercorre la trama, tracciando un breve e agile profilo del filosofo in grado di rappresentarne la centralità e complessità.

I libri:

Giulio Giorello, Eliana Briante, Lutero e Calvino: coscienza e istituzione , BookTime

Michel de Montaigne, La torre di Montaigne , La  Vita Felice

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