"Dodici chicchi d'uva" di Lisa Elisa

Ovvero della chat, della pornografia, degli amori, dei sexy shop e dello squirting di un'italiana a Madrid. Non un libro pornografico, né un soft porn, ma la storia di una donna che si riscopre

Lisa Elisa, Dodici chicchi d'uva (particolare della cover) - Credits: Happy Hour edizioni

Valeria Merlini

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Lei, una donna comune. Potrebbe essere la nostra amica dal vizio inconfessabile. La vicina di casa che mai avresti immaginato così sfacciata. La collega di lavoro imperturbabile. Una donna qualunque, in una città qualunque. Una donna che si sarebbe disfatta. Emotivamente e sessualmente.

"Donna di mezza età, lavoratrice intellettuale, un divorzio alle spalle, risposata e madre, libido al di sotto di una generica media: quanto ero uno stereotipo?"

Un giorno un errore su Skype, una ricerca che ha dato un risultato omonimo, non la persona cercata. Sempre un uomo, ma un altro. E l’inizio di un’avventura via chat.
Quello in cui si sorprende perché si riscopre. Matura, pronta ad essere colta. Ponta a regalarsi al più perfetto degli sconosciuti perché i sensi chiedono di più e il corpo capriccioso pesta i piedi.

"Mi ero dimenticata quanto fosse bello piacere. Piacevo di nuovo. Ma piacevo o ero io che cominciavo a piacermi di più e di nuovo?"

Malena, il suo pseudonimo in chat, inizia una corrispondenza con Coco, affascinate uomo che la definisce “nitroglicerina sarda, miscelata in Spagna”. Siamo a Madrid, città in cui la chat tra Malena e Coco si erotizza sempre più. Ma arriva il momento in cui appare lecito domandarsi quanto sia reale l’interlocutore. E Malena si risponde che se lo sta probabilmente costruendo sulla base dei suoi desideri e delle sue voglie.
Non è sempre così per chi ha bisogno della sua dose di sesso virtuale quotidiano?

"La chat si demonizzava e demonizzava, sembrava qualcosa di cui vergognarsi: vile, ordinaria in se stessa, squallida e volgare. Per perdigiorno"

Accanto a tutto ciò, Malena scoprirà una bisessualità sconosciuta, misteriosi fenomeni del corpo, una cultura pornografica da affrancare e un primo colpo di scena in cui protagoniste sono macerie fumanti di un rapporto per cui combattere. Al tempo stesso la chat è una dipendenza, cosa scegliere? 

Lisa Elisa, l’autrice sotto pseudonimo dei Dodici chicchi d’uva (Happy Hour edizioni ), sa bene che nell’anonimato di una chat le persone si aprono. Forse raccontano bugie, ma se le bugie sono congruenti che importanza ha? Sono pur sempre storie, racconti, a volte ripetitivi e spesso sul confine dell’ambiguità sessuale.  
Vi appartengono Coco, che rappresenta l’erotismo, Liria, la spiritualità e Jordi, l’arguzia intellettuale. Con ognuno un ruolo da impersonificare: con Coco Malena si ritrova ad essere una bimba, con Liria la madre, con Jordi la zia. Insomma, tutti i ruoli parentali in maniera un po’ incestuosa.

Malena / Belisa arriva al secondo colpo di scena, accompagnato da un passaggio dai byte alla realtà. E noi non immaginavamo, non potevamo pensare nemmeno lontanamente che…

Dodici chicchi d’uva non è un libro pornografico, non è un soft porn di quelli che vanno tanto di moda adesso, nemmeno un libro erotico. Dodici chicchi d’uva è la storia di una donna che si riscopre. E noi con lei.

Dodici chicchi d’uva
di Lisa Elisa
Happy Hour edizioni
154 pagine, 12,50 euro

@violablanca

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