Juliette Gréco, Io sono fatta così: autobiografia di una grande diva

La musa dell'esistenzialismo racconta se stessa nel corso degli anni, dalle prime esperienze teatrali alle esibizioni sui più prestigiosi palcoscenici, senza trascurare amori e vita privata

Juliette Greco

Juliette Gréco alla presentazione del suo libro – Credits: Ansa

Marida Caterini.

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Musa dell'esistenzialismo francese, Juliette Gréco ha avuto il privilegio di cantare brani i cui versi sono stati composti da grandi autori come Jacques Prévert (Les feuilles mortes), Jaen-Paul Sartre (La rue des Blancs-Manteaux), Raymond Queneau (Si tu t'imagines). Tutte poesie scritte per lei e successivamente trasposte in musica. Ancora oggi è questo il suo repertorio più prestigioso che l'ha fatta conoscere in tutto il mondo. Cantante e attrice, ha iniziato la carriera giovanissima, esibendosi in piccoli locali a Saint-Germain-des-Prés. Il suo percorso professionale e gli eventi della sua vita privata sono adesso raccolti nel libro Io sono fatta così , autrice Juliette Gréco, edizioni Baldini e Castoldi. Si tratta della versione italiana di Je suis fait comme ça, tradotta dal francese da Sara Principe.

Il volume è un viaggio nella memoria realizzato con sincerità e con il desiderio di trasmettere al lettore l'essenza della sua personalità. I pensieri nascoti per tanti anni adesso vengono rivelati senza segreti e misteri. Juliette è una donna di 85 anni che ha avuto un'esistenza solo apparentemente facile e un'infanzia decisamente difficile. Come lei stessa racconta, rischiò di essere deportata dai nazisti. Fortuntamente si salvò grazie alla sua giovane età. Ma la sorella invece non ebbe la sua stessa fortuna. Gli anni fino all'adolescenza li visse senza genitori, affidata alle cure dei nonni e desiderosa di affrontare la vita secondo i suoi desideri. Cominciò a farlo cantando in piccoli caffè parigini, dove una sera conobbe per caso il trombettista Miles Davis, giunto a Parigi per un concerto.

Fu il primo di una serie di incontri decisivi e indimenticabili che cambiarono la sua vita. Dopo una intensa relazione, conclusa con il ritorno del musicista negli USA, restò tra i due solo un'amicizia anche se nel corso degli anni hanno avuto modo di rivedersi più volte. La Gréco ricorda poi il suo rapporto d'amicizia con Sartre, gli incontri con Prévert e Queneau, con Serge Gainsbourg e con Françoise Sagan. Poi descrive la sua vita a metà strada tra la musica, la recitazione e la grande letteratura, i suoi amori, i tre matrimoni, l'approdo sui grandi palcoscenici mondiali della canzone e i suoi trionfi in America. Tutto viene narrato con leggerezza e sobrietà, senza divismo o altezzoso distacco. Juliette, a 85 anni, ci tiene a sottolineare di essere stata e di essere ancora una donna semplice che si è fatta guidare dal cuore e dal grande amore per la vita.

Il suo rispetto per la canzone è totale. Infatti scrive: "per me una canzone è un'opera teatrale, uno spettacolo della durata di due minuti e mezzo che abbia come minimo tre atti". La Gréco ricorda anche quando Charles Aznavour le propose di interpretare Je hais les dimanches che era stata rifiutata da Edith Piaf. Svela: "per me quel brano ha sempre avuto una grande energia, è autentico. Infatti ha consentito ad Aznavour di vincere il premio per il miglior testo a un concorso di canto. Quella canzone apparentemente scandalosa è stata apprezzata dal pubblico e dopo qualche anno la stessa Piaf l'ha incisa. Rimpiangeva di averla inizialmente rifiutata". La sua opinione sull'interpretazione di un brano è molto significativa: "cantare significa dare tutto e ricevere la vibrazione del pubblico. Quando registro non penso alla tecnica, ma faccio parlare il cuore, altrimenti tutto diventa senz'anima e il disco è solo un oggetto",

Poi arriva il grande lancio americano nel 1952, i successi in terra statunitense. La piccola cantante parigina di Saint-Germain-Des-Prés è divenuta una diva, ma lei non lo sa. Infatti così racconta il successo planetario di Belfagor, nel 1965.  "Quando il telefilm venne trasmesso io ero in viaggio per il Giappone e non sapevo della messa in onda. Scesa dall'aereo, l'impiegato della dogana mi si avvicinò dicendomi: 'prego, Belfagor'. Solo allora intuii che era già divenuto un grande successo".

Le pagine dedicate alla figlia Laurence-Marie sono piene di amore materno. La Gréco ricorda che sia la sua vita che quella della piccola nascitura erano in pericolo. Il chirurgo, cattolico, era perplesso, incerto se salvare la madre o la bambina. "Fortunatamente la vita e la medicina hanno decisio che saremmo sopravvissute entrambe".

L'ultima parte del libro è una sorta di dizionario con le parole chiave che hanno caratterizzato la vita della grande artista, da Amore a Xenofobia. Per ognuna c'è una spiegazione legata alla propria personalità.  "L'Amore è ogni sentimento confessabile" , "la Xenofobia suscita nel mio animo una condanna immediata", scrive la diva. Alla parola Bellezza la Gréco confessa: "quando mi hanno trovata bella non l'ho mai creduto. Ma non potrei vivere senza la Bellezza". Infine: "La canzone è una finestra aperta nel buio",  "la Dolcezza è molto rara",.  "l'Eccesso non esiste".

Io sono fatta così
Juliette Gréco
Edizioni Baldini e Castoldi
pagg. 285, 18,50 euro

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