Il Covo della Ladra, una libreria di quartiere nell'East End di Milano

Intervista a Mariana, "ladra di libri" e artefice di un progetto seminale per la geografia delle periferie urbane

Covo della Ladra

Il Covo della Ladra, il progetto della libreria

Michele Lauro

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Milano, per chi non la conoscesse, è una città strana. A 10 minuti di metropolitana dal Duomo, piazzale Loreto segna l'inizio di una banlieue ad alto tasso di immigrazione - viale Monza, via Padova - un crocevia sorvegliato da un blindato dell'esercito per tutto l'inverno scorso, tanto per capirci. Un quartiere noto più per la cronaca nera che per le sue numerose iniziative o i romanzi ivi ambientati, come Il regno degli amici di Raul Montanari uscito qualche anno fa. Eppure Milano, dicevo, è strana. Tante volte nella sua lunga storia ha saputo sorprendere con la generosità e la creatività dei suoi cittadini, spesso capaci di immaginare modelli alternativi di convivenza, solidarietà, integrazione, cioè di fabbricare da sé gli antidoti al luogo comune di città sradicata.

Quello che manca a Milano per essere capitale del libro 

Appartiene a questo genere di sogni la storia di Mariana, alias Ladra di libri come si intitola il magazine on line lanciato nel 2016, legato al mondo dell'editoria e presto popolato da un'ampia comunità di lettori. Trovato uno spazio in via Scutari, una traversa di via Padova, ha deciso di aprire una piccola libreria specializzata con la formula del crowfunding. Si chiamerà il Covo della Ladra questo visionario progetto di book therapy per un quartiere che, come diceva il protagonista di un bel racconto di Gabriella Kuruvilla (Milano, fin qui tutto bene), "ricorda la Londra dei Beatles ma viene vissuta come un problema di ordine pubblico". 

Con Mariana ci incontriamo nella toasteria di piazzale Governo Provvisorio, uno spazio ristrutturato che, ironia della sorte per una zona martoriata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, reca già nel toponimo ottocentesco l'idea di un'urbanistica sfuggente, di una calviniana città invisibile. Oggi questa piazzetta, che sarebbe ancora più deliziosa se la vietassero al traffico, è divenuta un polo aggregativo nel cuore di NoLo, North of Loreto. Eccomi dunque seduto a un tavolino ad assorbire nuove energie e a pensare che se Milano vuole diventare la capitale italiana del libro, non basta la presenza dei grandi gruppi editoriali o l'ennesima fiera commerciale che le verrà imposta dall'alto nel mese di marzo: ci vogliono progetti come questo, utopici e trasgressivi, coraggiosi e contagiosi, solidali, identitari.

Un Covo pieno di promesse

Mariana, come sarà la tua libreria?  
In un quartiere orfano di una casa per i lettori, il Covo della Ladra sarà un luogo dove trovare libri di genere, gialli, noir e fantasy, per grandi e piccini, con il corredo di una libraia che, se vorranno, sarà a disposizione per dispensare consigli di lettura, indicare le novità, costruire insieme percorsi letterari. Ma non solo. Vorrei, nel mio piccolo, diventare un punto di riferimento organizzando eventi culturali, presentazioni, laboratori, corsi, conferenze. 

Come ti sei organizzata con la distribuzione e gli altri passaggi della filiera-libro?
La distribuzione evita, per scelta, quella dei grandi gruppi e delle grande filiere. Abbiamo stretto rapporti con le case editrici e con i piccoli distributori di zona e, per ora, va bene così. Ciò che ci riserverà il domani, lo scopriremo domani!

Qual è secondo te il potenziale “bacino di lettori” di un luogo come via Padova? 
Come dico sempre, sarà anche una libreria in lingua. Lo spazio è poco ma, con calma, ci attrezzeremo anche per ospitare autori stranieri, prendendo contatti direttamente con case editrici che magari non hanno una grande distribuzione in Italia, ma che sono rappresentative per le proprie culture di riferimento. Insomma una libreria di quartiere in grado di offrire servizi alla città stessa. 

Può la presenza fisica di una libreria incentivare, oltre all’amore per la cultura, anche i processi di integrazione?
Per citare le parole di Oliviero Ponte di Pino: i libri sono un grimaldello. Penso che siano uno dei pochi strumenti che abbiamo veramente per coltivare un pensiero libero e indipendente. Ci mettono in contatto con realtà anche molto lontane dalla nostra e, soprattutto, creano conoscenza. Una ricchezza. 

Mi ha incuriosito la sezione del tuo sito intitolata Personal Book Shopper...
Finalmente, in libreria, potrò essere una Personal Book Shopper a 360°! Costruire percorsi letterari, individuare il libro più adatto alla tipologia di lettore che mi verrà a trovare, definire con loro l'esperienza di lettura ideale: ecco, è questa la mia idea di Personal Book Shopper ed è questo che si troverà in libreria.

Come si può contribuire al crowfunding e quando è prevista l’apertura del locale?
Si può contribuire visitando il progetto caricato sulla piattaforma Eppela fino a lunedì 25 settembre. La libreria Covo della Ladra aprirà i battenti al pubblico il 23 ottobre. Ci aspettano dieci giorni di festeggiamenti che culmineranno il 31 ottobre, la notte di Halloween, con una serata molto particolare e l'inaugurazione vera e propria. Cosa abbiamo in serbo per i nostri lettori? Non posso svelarlo...  sennò che sorpresa sarebbe?

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