House of Cards, dal romanzo di Michael Dobbs alla serie tv

Da capo dello staff di Margaret Thatcher a scrittore di best seller, Michael Dobbs firma un romanzo che racconta gli intrighi e il gioco del potere ai più alti livelli della politica

– Credits: Sky Italia

Giulio Passerini

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Arriva in Italia su Sky Atlantic House of cards , la serie tv tratta dal romanzo omonimo di Michael Dobbs (Fazi,  pp. 447, 14,90 euro), ex capo dello staff di Margaret Thatcher, che ha rivoluzionato il modo di raccontare la politica e che vanta fra i suoi estimatori anche Barack Obama. 

Ecco la storia che vedrete sui vostri teleschermi. Francis Underwood (interpretato magistralmente da Kevin Spacey) è un uomo senza scrupoli e assetato di potere, capogruppo della maggioranza al Congresso. Il suo obiettivo è semplice: avere ancora più potere e per ottenerlo è disposto a tutto, persino a sacrificare chi gli è più caro, persino a uccidere. Al suo fianco in ogni momento, nella buona e nella cattiva sorte, sua moglie Claire, una virago cinica e spietata. Il presidente degli Stati Uniti d’America ha fatto un grosso errore a mettersi contro gli Underwood e presto ne pagherà le conseguenze.

Fin qui la serie tv, ma ora veniamo al best seller di Michael Dobbs che l’ha ispirata. Pubblicato per la prima volta in Inghilterra nel 1989, arriva oggi in Italia per Fazi, nella traduzione di Stefano Tummolini. Anzitutto una differenza capitale (è proprio il caso di dirlo): Washington non c’è. Siamo a Londra, pochi anni dopo la fine del governo Thatcher. Francis Urquhart (un cognome ben più sulfureo del mellifluo “Underwood”) è il Chief Whip del gruppo di maggioranza di Westminster. Il primo ministro inglese ha sbagliato a non dargli lo spazio che merita e ora si è fatto un nemico potente. Urquhart metterà anima (o quel che ne resta) e corpo per fargliela pagare più cara possibile e prendere il potere.

Al suo fianco la moglie Mortima, evanescente e premurosa, sempre ben attenta a non mettere in ombra il marito e, a dispetto del suo nome, ben meno letale di Claire Underwood. Il personaggio interpretato sullo schermo dalla bravissima Robin Wright è infatti un vero capolavoro di cinismo e la sua presenza ravviva la narrazione rendendo Francis al contempo più umano e pericoloso. Non dimentichiamo infatti che lui la ama “come gli squali amano il sangue”.

E se ancora non ci convince vedere Urquhart a pagina 58 intento a fare fotocopie (Underwood avrebbe legato la segretaria alla stampante, piuttosto), dobbiamo riconoscergli un pizzico di rabbia psicopatica che alla sua controparte televisiva manca del tutto e che rende il personaggio imprevedibile anche per chi, avendo visto la serie tv, pensa già di conoscerlo come le sue tasche.

Quello di Dobbs è un bel romanzo sul potere e sugli effetti che ha sul cuore degli uomini, e la recitazione di Kevin Spacey rende onore alla sua penna. Se volete scoprire quanto costa l’anima al metro quadro, House of cards è quello che  fa per voi.

@giuliopasserini

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