Haruki Murakami e i suoi ‘Ritratti in jazz’

Il maestro giapponese racconta la sua passione per la musica, con l’aiuto delle illustrazioni di Wada Makoto

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Un particolare di copertina di Ritratti in Jazz – Credits: Einaudi

Andrea Bressa

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Forse non tutti sanno che Haruki Murakami, prima di diventare uno dei più amati romanzieri contemporanei, ha gestito negli anni Settanta un jazz bar a Tokyo, il 'Peter Cat'. Con quel piccolo locale proponeva un confortevole rifugio dove bere, ascoltare buona musica e leggere libri.

Nell’ultimo suo libro pubblicato in Italia, Murakami accoglie i lettori in un’atmosfera che prende spunto forse proprio da quella esperienza. Si intitola Ritratti in jazz (Einaudi) e traccia un percorso musicale attraverso il racconto personale e intimo che l’autore fa di cinquantacinque grandi protagonista del jazz. Chet Baker, Gil Evans, Billie Holiday e Miles Davis sono solo alcuni degli “amici” che Murakami frequenta da anni attraverso le casse Jbl Back Loaded Horn che ha nel proprio studio.

Accompagnato dalle illustrazioni dell’artista giapponese Wada Makoto, l’autore di Norwegian Wood porta il lettore nel mondo della sua più grande passione (dopo la scrittura ovviamente), esprimendo a parole ciò che prova ascoltando i propri miti musicali. Per ogni personaggio restituisce un piccolo racconto, un lampo nella memoria, tratteggiando veloci ma intensi ritratti.

Questo suo amore per la musica, in particolare il jazz, il maestro nipponico non lo ha mai nascosto in effetti, e lo si ritrova come una colonna sonora in quasi tutte le sue opere.

Ritratti in jazz può forse essere un ottimo antipasto in attesa che arrivi anche in Italia (nel 2014) il nuovo bestseller Shikisaiwo Motanai Tazaki Tsukuru to Kareno Junreino Toshi.

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