Edoardo Frittoli

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Più di 108 mila chilometri quadrati nel cuore d'Europa e circa 16 milioni di tedeschi separati dalla cortina di ferro per 40 anni, dal 1949 al 1990.

Questi sono gli estremi demografici e cronologici della Repubblica Democratica Tedesca, la DDR, divisa dal resto della Germania dopo il crollo del Terzo Reich e la spartizione tra le nazioni vincitrici. Un isolamento politico e culturale che porterà allo sviluppo di uno stile particolare nel design, dove il realismo socialista si era mescolato all'avanguardia stilistica di movimenti come il Bauhaus risultando in uno stile unico. 

È questo il soggetto della guida di prossima pubblicazione da Taschen "The East German Handbook" (di Justinian Jampol, 816 pagine) oggi in una nuova edizione alla portata di molti.

Il manuale si occupa soprattutto del design di oggetti di uso quotidiano nella Germania al di là del muro: più di 2.000 voci compongono il dizionario enciclopedico della DDR, illustrato dagli oggetti della collezione del museo Wende di Los Angeles, vero e proprio tempio della cultura e della vita dei paesi dell'ex blocco dei paesi socialisti.

Oltre agli arredi, ai cibi in scatola, ai poster, nelle 800 pagine del manuale sono inclusi anche oggetti appartenuti alla polizia segreta, la Stasi, oltre a divise, giocattoli, lampade, radio e poltrone. Protagonisti della Germania che fu: divisa, in un mondo diviso.

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