Se si volesse raccontare la storia di Grana Padano in tre parole "buono, sano e italiano" potrebbero essere i termini che prima di ogni altro vengono in mente pensando a questo formaggio. Ma racchiudere la tradizione di prodotto leader mondiale in tre parole è riduttivo. Per questo il Consorzio Tutela Grana Padono ha puntato alla divulgazione tramite un libro fotografico, "Grana Padano, una storia di qualità", edito da Mondadori, che in 155 pagine ha ripercorso otto secoli di storia di uno dei prodotti più significativi della cultura gastronimica italiana. 

Così Grada Padano, un eccellenza alimentare sbarcata in libreria, celebra se stesso in Italia e nel mondo con il volume tradotto anche in inglese, attraverso informazioni approfondite dal punto di vista storico, iconografico, letterario, alimentare e nutrizionale. "Per Mondadori prosegue un rapporto di successo con Grana Padano - dice Stefano Peccatori, direttore Generale Mondadori Electa. "Con questo secondo libro, che abbiamo pubblicato insieme, si è voluto sottolineare la somiglianza c'è tra la lavorazione di un testo e quella di Grana Padano. Due cose distinte ma simili che nascono dalle idee, dai progetti, dai dialogo con le persone puntando su un prodotto sempre originale che resiste al tempo, alle mode, alla tecnologia".

Questo formaggio è unico perché ha caratteristiche proprie di un territorio e una lavorazione fatta di processi antichi e tradizioni immutate. "Ha origini lontane, che risalgono al 1134, quando alcuni frati dell’Abbazia di Chiaravalle dovendo conservare a lungo il latte, lo trasformarono in un formaggio a pasta dura che poteva durare nel tempo. Da qui il nome caseus vetus (cacio invecchiato) diventato poi Grana", racconta Stefano Berni, direttore generale del Consorzio Grana Padano. "Più antico di un libro, il Grana è il prodotto dop più venduto al mondo che non significa solo Italia ma UE. Leader assoluto dei consumi nazionali e mondiali trasforma il 50 per centro del latte della zona della pianura padana a nord del Po (eccetto il cuneese e il piacentino). Un area vasta ma ben definita, con un latte che viene pagato di più rispetto a tutti gli altri, e che dà vita alla nostra storia e tradizione".

Dall’intuizione dei frati alla volontà di regolarizzare e controllare la produzione al fine di garantire la massima qualità e le caratteristiche organolettiche attraverso la nascita del Consorzio Tutela Grana Padano. "Dal 1954 il nostro obiettivo è quello di riunire le cooperative e le industrie casearie dedite alla produzione secondo un disciplinare ben preciso, a tutela del consumatore", spiega il Nicola Cesare Baldrighi, Presidente Consorzio Grana Padano. "Grana Padano Dop non è solo un nome con un acronimo. Dietro al marchio c'è anche un regolamento preciso che mira a tutelare i prodotti che fanno parte della tradizione e hanno un forte radicamento culturale".

"Noi del Consorzio - prosegue il presidente Baldrighi - garantiamo in questo modo la provenienza del latte da un'area molto precisa e insegnamo al consumatore a capire l'importanza e il legame che esiste tra i prodotti e il territorio, come uno degli elementi cruciali per conoscere il marchio. Se il consumatore sa capire cosa sta dietro a un brand può essere più esigente e riconoscerlo da un'imitazione, per esempio. Tra i compiti del Consorzio c'è infatti quello di sorveglianza su tutti i Paesi per quanto riguarda le vendite di Grana Padano, che esporta il 7-8 per cento della produzione in Germania e a cui seguono Stati Uniti, Svizzera Francia e Inghilterra. Per questo motivo pubblicare un nuovo libro vuol dire raccontare non solo la storia di un prodotto conosciuto in tutto il mondo, ma far comprendere che cultura e alimentazione vanno di pari passo insieme a un prodotto come Grana Padano che conta 150 caseifici, a 5000 allevatori, a 200 confezionatori".

Un italian sound che porta Grana Padano anche in televisione, dal 18 settembre, sulle emittenti nazionali e internazionali, con il nuovo spot che è un inno alle origini di questo antico formaggio. Con un filmato ideato da McCann Worldgroup si punta dritto al cuore del consumatore narrando attraverso dialogo e immagini di un nonno e di suo nipote, la grande importanza di non dimenticare mai chi siamo e da dove veniamo. "Un gioco tra emozioni, ironia e garanzia d'eccellenza dove in pochi minuti vengono alla luce il territorio, il marchio, la storia di Grana Padano toccando le corde emozionali del consumatore", conclude Vincenzo Russo, professore di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing, Direttore del Master in Food and Wine Communication dello IULM. 

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