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Emilio Salgari: 5 libri + 1 per ricordarlo

L'eredità culturale del papà di Sandokan a 150 anni dalla nascita

Il 21 agosto 1862, esattamente 150 anni fa, nasceva a Verona Emilio Salgari, giornalista, creatore di mondi fantastici, futurologo e soprattutto stakanovista della letteratura. Vissuta prima come passione poi come ricatto dei molti editori che si approfittarono di lui. Fino a fargli scrivere: “A voi che vi siete arricchiti con la mia pelle… chiedo solo che pensiate ai miei funerali. Vi saluto spezzando la penna”.

Perché Salgari, scrittore amato da Ernesto Che Guevara, che si riconosceva nell'epica libertaria di Sandokan e del Corsaro Nero, era un italiano ingenuo. Il suo talento fu ingabbiato in contratti capestro che lo costrinsero a scrivere fino a 3 romanzi all'anno, "a tutto vapore, cartelle su cartelle, e subito spedire agli editori, senza aver avuto il tempo di rileggere e correggere". Il tutto condito da ripetuti incontri col male di vivere. Prima con la morte precoce dei genitori, poi con il ricovero in manicomio della moglie e infine col suo suicidio nel 1911. Ma Salgari, che forse non sapeva leggere i contratti, maneggiava come nessuno i libri di storia e di geografia. E in un'epoca in  cui non esistevano i voli low cost e viaggiavano solo i ricchi, da grande scrittore qual'era riuscì a rendere ai lettori i misteri di luoghi lontani, dall'india al Sud America, solo attingendo alle biblioteche prima di Verona e poi di Torino, la città adottiva. Come scrisse Jorge Luis Borges: "L’esotico, l’altrove, l’imprevisto, nelle sue pagine si fa sontuoso, ridondante, ammaliatore".

Chissà. Forse in tutte quelle fughe a bordo di velieri, cavalli e mongolfiere c'era la voglia di esorcizzare un destino avverso. Lo stesso destino che gli porterà via tutto ma per contrappasso ne farà il padre della letteratura di evasione italiana con più di 90 romanzi, che a loro volta hanno ispirato decine di film e il più famoso sceneggiato Rai degli anni 70: Sandokan con Kabir Bedi, diretto da Sergio Sollima. La sua produzione letteraria è divisa in cicli. Chi volesse (ri)trovarlo può provare con questi 5 libri + 1.

La Tigri di Mompracen
Il romanzo a puntate dove facciamo conoscenza con il pirata Sandokan, Yanez de Gomera (che in seguito ne diventerà uno spin-off, con tre romanzi tutti suoi) e con la Perla di Labuan, che in realtà Salgari immaginò essere nata a Napoli. Ci sarà anche il sequel: I pirati della Malesia , in cui Sandokan incontra Tremal-Naik, il cacciatore di serpenti, reduce da un romanzo tutto suo dove se l'è vista coi cattivissimi Thugs, adoratori della Dea Kalhi (spianando la strada agli sceneggiatori di Indiana Jones).

Jolanda, la figlia del Corsaro Nero
E' il terzo libro del ciclo della Antille. Un concentrato di genialità salgariana. Tra descrizioni dettagliate di luoghi mai visti, l'utilizzo narrativo di personaggi realmente esistiti come il pirata "pentito" Henry Morgan e per protagonista una donna fiera e combattiva in grado di tenere testa agli uomini e comandarli a bacchetta. Una pennellata di spirito femminista in anticipo sui tempi.

Gli orrori della Siberia
Salgari non è Solženicyn (Arcipelago Gulag ), né Salamov (I Racconti di Kolyma ) e la sua Siberia immaginata è quella zarista, che precede di un secolo l'avvento della rivoluzione d'ottobre e gli orrori del comunismo. Eppure è difficile non cogliere in certe descrizioni di campi di prigionia e aguzzini le origini nobili della letteratura carceraria del 900. L'ambientazione fece da sfondo anche a Un'avventura in Siberia .

I Robinson italiani
Un'isola sperduta, un gruppo di naufraghi, pericoli misteriosi che spuntano dalla jungla dando vita a un colpo di scena dietro l'altro. Fino alla scelta di vivere sull'isola fondando una fiorente colonia. Sì, potete considerarlo il prequel di Lost. Sebbene la sua stesura risalga al 1896.

Le meraviglie del Duemila
Due uomini si imbarcano in un viaggio nel tempo che li porterà dal 1903 al 2003. E Salgari che stavolta non ha riferimenti bibliografici cui ispirarsi, ci dà dentro con la fantasia immaginando navi volanti, città sottomarine e luci al radon. Ma anche giornali che "comunicano direttamente le notizie a casa degli abbonati" e "un gran quadro" a parete che si illumina e trasmette scene di vita. Chissà che effetto gli avrebbe fatto vedere il suo Sandokan in tv 70 anni dopo (il libro è del 1907).

Paolo Bacilieri - Sweet Salgari
Baffi a manubrio, sigaretta sempre accesa, paglietta sulla testa e 4 figli a cui badare: il cavalier Salgari da narratore diventa egli stesso protagonista e (anti)eroe, nell'onesta biografia a fumetti che gli ha dedicato a marzo del 2012 uno dei più originali fumettisti italiani. Che con Salgari condivide i natali veronesi e la passione per il racconto.

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