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Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social

Jaron Lanier spiega perché i social newtork, così come sono strutturati oggi, sono un mezzo pericoloso

Jason Lanier Silicon Valley

Matilde Quarti

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Quello sui social network – o, meglio, sulle conseguenze negative dei social network – è un argomento che non smette di suscitare dibattito: dalle continue notizie su come i social, tra cui Facebook in particolare, vengano usati per pilotare l’opinione pubblica esternazioni preoccupate e preoccupanti di alcuni pezzi grossi della Silicon Valley.

Jaron Lanier fa parte di questa schiera di addetti ai lavori: sviluppatore (per capirci ha lavorato per Microsoft e Second Life) e popolarissimo saggista sostiene da tempo a gran voce che i social network, così come sono adesso, non funzionano proprio. In Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social (il Saggiatore, 2018) Lanier sviluppa questa idea senza condannare i social in quanto strumento in sé, ma evidenziando come, allo stato attuale di cose, per chi li utilizza le conseguenze siano perlopiù negative.

Insomma, il punto non è negare l’utilità di un mezzo di condivisione che, per dirne una, permette a persone dalle più svariate necessità (da chi ha una malattia rara a chi si trova in un paese lontano da quello della propria famiglia) di mettersi in contatto con chi ha le stesse esigenze, con una facilità mai sperimentata prima. Bensì sottolineare l’assenza di etica degli algoritmi che ne sono alla base, la continua e costante manipolazione basata su un meccanismo di ricompensa che fa leva sul nostro istinto di conservazione e bisogno di crescita continua.

Manipolazione, dipendenza, aggressività, mutazioni del carattere: non c’è nulla che giustifichi un simile, volontario sacrificio della propria libertà, ci dice Lanier. Come sarebbe la nostra vita senza i social? Ci comporteremmo nello stesso modo o, di anno in anno, di scroll in scroll, di commento in commento, veniamo plasmati senza accorgercene?

Se l’analisi di Lanier è indubbiamente valida, sembra però presentare, almeno per un lettore europeo, una serie di banalizzazioni che ne fanno un testo interessante ma non fondamentale. Si tratta, evidentemente, di un saggio rivolto principalmente a un pubblico americano (continui i riferimenti a Donald Trump e al suo schizofrenico utilizzo di Twitter), e, più nello specifico, a un pubblico che sembra completamente estraneo a qualsiasi riflessione pregressa sulle insidie del mezzo social.

Con toni che di tanto in tanto si fanno paternalistici, Lanier sembra dare per scontato che il suo pubblico sia a un grado di informazione zero. Così, però, il rischio di indispettire un lettore che, se ha in mano il suo saggio, ha sicuramente almeno iniziato un qualche tipo di riflessione personale sui rischi dei social, è molto forte.

In ogni caso, per chi ha poca dimestichezza con le tecniche comportamentiste e vuole avere una panoramica più chiara del rapporto rischi–benefici della permanenza sui social, Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social è uno strumento valido, di lettura veloce e che spiega in modo semplice concetti non necessariamente immediati.

Jaron Lanier
Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social
il Saggiatore, 2018
211 pp., 10 euro

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