I diari inediti di Tiziano Terzani

In ‘Un’idea di destino’ ritornano a parlare gli appunti inediti del grande giornalista, a dieci anni dalla morte

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Tiziano Terzani  – Credits: Nicola Romani/ANSA/PAL

Andrea Bressa

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A dieci anni di distanza dalla scomparsa di Tiziano Terzani arriva in libreria una nuova opera del grande giornalista, intitolata Un’idea di destino (Longanesi). Si tratta di un’inedita raccolta (curata dalla moglie Angela Terzani Staude e da Alen Loreti) dei diari privati del reporter, redatti dal 1984 fino alla sua morte nel 2004.

L’anno di partenza non è casuale: il 1984 rappresentò per Terzani un momento di svolta. Fu l’anno della sua espulsione dalla Cina per “crimini controrivoluzionari”, un episodio che diede una profonda scossa alle riflessioni politiche e filosofiche del giornalista, il quale iniziò a osservare la realtà con un diverso approccio, più intimo. Un cambio di rotta dettato anche dalla malattia, che aprì orizzonti di pensiero e di vita nel solco di un destino fatalmente segnato.

“Cosa fa della vita che abbiamo un’avventura felice?” è la domanda cardine che Terzani si pone in questa raccolta.

Dalla Cina alla deludente esperienza giapponese, passando attraverso i periodi in Thailandia, Unione Sovietica, Indocina, India e Pakistan: questa la mappa dei viaggi di Terzani, già conosciuta in altre opere come Buonanotte, Signor Lenin , Un indovino mi disse o Un altro giro di giostra , ma che in Un’idea di destino prende le forme di una sorta di dietro le quinte, un dialogo privato del giornalista con se stesso. Un continuo interrogarsi, fatto anche di lettere a moglie e figli, discorsi e appunti, raccolti e messi in ordine dallo stesso autore.

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