Libri

'I diari della principessa' di Carrie Fisher

Carrie Fisher, la donna diventata mito grazie ad un bikini in metallo, una lumaca e una love story (segreta) con Harrison Ford

I diari della principessa di Carrie Fisher

Valeria Merlini

-

Era il 1976 quando stava iniziando ad accadere qualcosa di grande e che adesso, diversi decenni dopo, non ha ancora smesso, e cioè la saga di Star Wars.
Stavamo girando Guerre Stellari a Londra nel 1976, e nessuno di noi membri del cast aveva idea di quanto profondamente le nostre vite sarebbero cambiate quando l’anno seguente il film esordì nelle sale”.

Prima di essere lanciata come Principessa Leia in Star Wars, Carrie Fisher credeva di sapere tutto quello che c’era da sapere sulla fama. Sua madre era Debbie Reynolds, protagonista prima di film ad alto budget per la MGM e una carriera terminata con i musical poi, mentre suo padre il crooner Eddie Fisher, lo stesso uomo che destò scalpore quando lasciò la famiglia per sposare Elizabeth Taylor.

La fama era qualcosa che a quei tempi associava ai suoi genitori: lei era la “figlia di”. Quando il successo le piombò addosso era completamente impreparata tanto che domande come "Che sta succedendo?" o anche "Come siamo arrivati ​​qui? Dove si trova qui? Quanto durerà? Che cos'è? Lo merito? Cosa mi rende tutto ciò?” facevano parte della sua quotidianità.

Si vociferava da tempo che Carrie Fisher avrebbe pubblicato i diari che scrisse mentre iniziò le riprese di Star Wars nel 1976 e, sebbene avesse già alle spalle quattro romanzi, un monologo a Broadway e due memoir precedenti che raccontavano la sua storia familiare, la carriera, le dipendenze e le questioni di salute mentale, la curiosità per il suo personaggio è sempre stata ai massimi livelli.
 
Ecco quindi "I diari della principessa” (Fabbri) in cui ci si chiede, dopo 40 anni di Star Wars - sette film (la Fisher in quattro di questi), innumerevoli documentari, spettacoli, apparizioni a talkshow - cosa altro c'è da dire? 

La grande rivelazione è sicuramente la love story tra la Fisher-principessa Leia e Harrison Ford-Han Solo (all’epoca lei aveva 19 anni e lui 33, ed era ancora sposato con sua moglie Mary Marquardt, da cui poi ha divorziato nel 1979 dopo quindici anni di matrimonio). La loro relazione viene definita dall’autrice/attrice stessa come un lungo rapporto di una sola notte (era durato infatti poco meno di tre mesi).

La Fisher non ha avuto modo di parlare in pubblico di quanto accaduto (la morte l’ha colta di sorpresa il 27 dicembre 2016 in seguito ad un infarto) a parte ammettere che è solo il suo lato della storia, anzi doppio lato: dal punto di vista attuale, cioè quello di una quasi sessantenne che sta scrivendo il libro e quello della Carrie diciannovenne che annota sul suo diario segreto quanto le sta accadendo.  

Sedotta su un taxi dopo essere stata salvata dalle attenzioni moleste di un gruppo di uomini alla festa di compleanno di George Lucas, Harrison Ford è nei suoi ricordi (oltre che ubriaco) “così bello. No. No. Più di questo. Sembrava che potesse guidare la carica in battaglia, conquistare la vetta, vincere il duello, essere leader, tutto senza una goccia di sudore”.
Lo ricorda però anche emozionalmente distante, monosillabico e un po’ noioso, caratteristiche che non le hanno impedito di innamorarsi di lui. Avrebbero fatto sesso durante i fine settimana e recitato come perfetti sconosciuti durante gli altri giorni.

Rivelazioni a parte, la sua scrittura è intelligente e divertente. Le pagine crepitano di una singolare saggezza che deriva dall'essere stata immortalata nella mente di ragazzini, adolescenti e non solo, con un bikini in metallo e incatenata a una lumaca (Jabba The Hutt).
La sua relazione con la fantasia spaziale che l’ha resa famosa è chiaramente un rapporto di odio e amore: “Star Wars era ed è il mio lavoro. Anche se mi uccidesse non potrei mai farne a meno".
 
I diari della principessa. Io, Leia e la nostra vita insieme
di Carrie Fisher
Fabbri, 2017

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

'Il giorno degli orchi' di Divier Nelli. La recensione

Un gioco pericoloso, una ragazzina amante del rischio e le trappole della Rete

'Non volevo morire vergine' di Barbara Garlaschelli. La recensione

Il desiderio di essere come tutte le altre donne: amata, compresa, accettata. Anche e soprattutto quando si è una sirena

'Non ti faccio niente' di Paola Barbato. La recensione

La paura addosso per sempre nel nuovo thriller dell’autrice di Mani nude

Commenti