Il Cavo e il Vuoto, 50 storie taoiste

Le vie del Tao sono tante quanti sono gli uomini che sanno come essere felici, ecco alcuni consigli per vivere con serenità e leggerezza

– Credits: Caleb George Morris

Giulio Passerini

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C’è stato un tempo nella storia del mondo in cui i confini fra l’arte di tirare con l’arco e la filosofia non erano ancora stati tracciati, così come quelli fra il mago e colui che guida una barca, e fra il vento e i fiumi. Era il V secolo avanti Cristo, il tempo del saggio Lieh-tzu, maestro del Tao che incontriamo nelle pagine de Il Cavo e il Vuoto, 50 storie taoiste , edito da UTET.  

Ma cos’è il Tao? Nella filosofia cinese il Tao è uno dei principi primi dell’universo, la sua forza fondamentale. Letteralmente significa “la via” o “il sentiero”. Chi ha il Tao, infatti, è un uomo felice perché è in pace con se stesso e col mondo.Sono molte le aziende occidentali che hanno scelto di fare propri i valori del taoismo. Un dipendente più felice è un dipendente più produttivo, questo lo sanno tutti, e i corsi di yoga, meditazione e mindfulness vengono spesso inseriti nei programmi di formazione delle aziende più all'avanguardia, come quelle della Silicon Valley dove le filosofie orientali hanno trovato terreno fertile già a partire dagli anni ’60. Ma ora mettiamoci in cammino, l'estate è il tempo delle scoperte.

Regola numero uno: non esiste la via del Tao, ma molte vie, tante quante sono le ricette per essere felici. Ognuno ha la sua. Ma non pensate che basti mettersi in macchina e chiedere al primo casello “scusi, da che parte per il Tao?”. Il Tao non si cerca, si trova: non è pensando a come agire che si può agire bene, ma agendo e perfezionando continuamente la propria natura tramite l’esercizio. E all’improvviso vi troverete sula via del Tao.  

Nel taoismo, infatti, ciò che il vero sapiente conosce è la leggerezza: la capacità di passare a volo sulle cose e le emozioni.  Il tiro d’arco più riuscito, insomma, non sarebbe quello di colui che sopra ogni altra cosa vuole colpire il bersaglio, ma quello di colui che non ci bada affatto. Allo stesso modo, ci dice Lieh-tzu, è più facile imparare a governare una barca se sai nuotare nel fiume. Perché una volta che sarai a bordo, e la tua barca navigherà sul fiume, non penserai all’acqua che scorre sotto di te perché la conosci tanto bene che scomparirà, e la tua barca sarà veloce.

Insomma, don’t overthink, come direbbero gli anglofoni: non pensateci più di tanto, lasciatevi andare, fidatevi della vostra esperienza e le cose riusciranno. A meno che non siate come quel famoso pittore che chiese cinque anni di delizie e donne e cibi raffinati per dipingere il granchio più bello che si fosse mai visto, e dopo cinque anni ne chiese altri cinque. Ma dopo dieci anni di delizie disegnò davvero il più bel granchio che si fosse mai visto: fu un solo gesto e portò a termine la tela in pochi secondi, ma se il pittore non avesse goduto di dieci anni di delizie non sarebbe stato il più bel granchio del mondo. D'altronde chi avrebbe potuto dimostrare il contrario?

@giuliopasserini   

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