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Calvino affascinato dall'Unione Sovietica

Sull'ultimo numero di "Prometeo" Vittoria Strada analizza il "miraggio" dello scrittore ligure davanti alla patria del comunismo

prometeo-settembre-2014

Gabriella Piroli

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Anche la prosa elegante di Italo Calvino è stata a suo tempo contagiata dalle promesse del Paese dei Soviet?

Così sembra leggendone i taccuini e questa fascinazione politica, tipica del Dopoguerra e sapientemente costruita dall’Internazionale con viaggi ad hoc per intellettuali europei, ha riguardato anche altri letterati italiani, tra cui Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini e Carlo Levi. Il “miraggio sovietico” viene presentato e analizzato da Vittoria Strada su Prometeo, il trimestrale di scienze e storia della Mondadori diretto da Valerio Castronovo.

Variabilità genetica
Nel nuovo numero, in edicola in questi giorni, sono presenti anche altri importanti contributi, dal comportamento delle cellule alle intelligenze artificiali, passando per flussi migratori, mitologia ed editoria, solo per citarne alcuni. Marcello Buiatti, uno dei decani della genetica in Italia, mette un punto prezioso sulla cosiddetta epigenetica; mentre Fiorella Operto offre una panoramica delle problematiche poste dallo sviluppo tumultuoso della robotica, materia che con felice crasi viene chiamata “roboetica”.

Esuli
Lo storico inglese Peter Burke racconta come gli esuli centroeuropei affluiti in Gran Bretagna dagli anni Trenta in poi (soprattutto, ma non solo, ebrei sfuggiti al nazismo) abbiano innovato, o quantomeno colmato il gap culturale britannico, per alcune discipline, tra cui la sociologia.

Massoneria
A sua volta il ricercatore Luca Giuseppe Manenti ricostruisce con puntualità storica gli ambienti massonici italiani dell’Ottocento. Particolarmente interessante è l’intervista a tutto campo in cui l’ex editore Gian Arturo Ferrari, già a capo della Mondadori Libri e presidente del “Centro per il Libro e la Lettura”, analizza la situazione dell’editoria e le sue complesse prospettive future.

Ernst Bernhard, tra eredità junghiane e lettura della mano nella Roma degli anni Cinquanta

Altri interventi: il mito di Prometeo come complemento simmetrico di quello di Pandora, un parallelismo critico teso da Ernesto di Mauro; le luci e le ombre della rivoluzione digitale sui processi cognitivi, soprattutto dei ragazzi, secondo l’analisi di Andrea Frova; il ritratto di uno stupefacente “psicochirologo” come Ernst Bernhard, tra eredità junghiane e lettura della mano nella Roma degli anni Cinquanta, a cura di Luciana Marinangeli; le politiche opportunistiche e i vari populismi, questione antica quanto classica, in un dialogo tra Socrate e Callide, ricostruito da Fabio Merlini; l’insuccesso del laico Confucio nell’Europa cristiana del Medioevo, come emerge dalla ricostruzione storica di Michela Catto.

Da menzionare altri due contributi speciali.

Etica
Il primo, con la pubblicazione integrale del primo capitolo, riguarda “Il Bonobo e l’ateo”, un saggio Cortina con cui l’etologo e primatologo Franz de Waal spiega in che modo l’etica nasca dal basso irradiandosi poi anche all’umanità e alle sue vette di pensiero, compreso quello religioso.

Van Gogh
Il secondo è la (bellissima) iconografia del numero, curata da Pepa Sparti, che riporta in particolare alcuni dei più celebri dipinti di Vincent Van Gogh.

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