Fumetti

'Wizzywig': storia a fumetti di un hacker seriale

Pericoloso criminale informatico o vittima della sete di conoscenza?

Wizzywig - dettaglio copertina

Nicola D'Agostino

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Da precoce genio dei computer a hacker in fuga: è la parabola di Kevin "Boingsbam" Phenicle, protagonista fittizio (ma ispirato a persone ed eventi reali) di "Wizzywig". Il fumetto, realizzato da Ed Piskor e pubblicato in Italia da Panini Comics è un finto documentario che va dagli anni '70 agli eventi di Wikileaks.

"Wizzywig" parte dalla prigionia di Kevin, a lungo oggetto di una caccia all'uomo fomentata da un reporter scandalistico. La narrazione torna poi indietro per raccontarci con dovizia di particolari la passione del protagonista per l'esplorazione di computer e sistemi telefonici, intrapresa sin da ragazzino in maniera sistematica (e spesso illegale).

Il protagonista è basato sulle figure di celebri hacker e phreaker statunitensi e nello specifico attinge a piene mani dalle gesta di Kevin Mitnick, Kevin Poulsen e Adrian Lamo, noti per aver effettuato hack spettacolari ed essere riusciti a sfuggire a lungo alle forze dell'ordine.

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Il libro ricorda come la diffusione dell'informatica e della telematica negli Stati Uniti siano indossolubilmente legati all'hacking. Kevin e il suo amico Winston hanno a che fare con Steve Wozniak e Steve Jobs nel periodo in cui vendevano le "blue box", e più avanti Kevin aiuta Robert Morris a creare il primo "worm" diffusosi in Internet nel 1988.

Piskor rende molto bene il clima di isteria diffusa degli anni '80 verso tutto ciò che aveva a che fare con i computer, alimentato dall'ignoranza e dalle esagerazioni e speculazioni interessate dei media. L'autore, però, non mitizza la figura di Kevin ma parla anche dei lati negativi dell'hacking e delle conseguenze pesanti che possono avere le azioni criminali e la vita in prigione.

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Nel fumetto compaiono diversi computer storici, dal TI 99/4A regalato a Kevin dalla nonna alla Next Station, passando per il Commodore PET e tanto hardware Apple: Apple I e II, il Lisa e ovviamente il Macintosh, raffigurato anche in copertina.

La narrazione è basata su una gabbia di vignette rigida ma funzionale. Il tratto underground è semplice e sporco ma efficace, e ricorda quello di Daniel Clowes, anche nell'abbondante uso dei retini e nell'adozione di inquadrature a mezzo busto.

Qui e lì l'autore ha inserito divertenti rimandi metafumettistici. Nelle prime pagine c'è un'apparizione di Harvey Pekar, di cui Piskor ha illustrato diverse opere, e cita i Beastie Boys, di cui sta narrando la storia nella sua opera più recente, "Hip Hop Family Tree".

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"Wizzywig" è un volume a fumetti cartonato di 288 pagine in bianco e nero. È pubblicato in Italia da Panini Comics sotto l'etichetta Panini 9L e proposto a 24 Euro.

Nota: si ringrazia Serena Di Virgilio per la collaborazione nella realizzazione dell'articolo.

 
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