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È morto Giorgio Albertazzi. Il mondo del teatro e della cultura italiano è in lutto. 

Giorgio Albertazzi è mancato "nella tenuta della famiglia in Maremma". Da tempo "era sofferente e il suo cuore ha smesso di battere alle 9" ha reso noto la famiglia. Vicina fino all'ultimo istante "con amore - si legge ancora nella nota diffusa - la moglie Pia Tolomei di Lippa sposata davanti a a Valter Veltroni nel 2007 nella chiesetta sconsacrata di Caracalla quando lui aveva 84 anni e lei 48".

Aveva 92 anni Albertazzi, storico, attore e regista teatrale. È stato il performer più imprevedibile della scena, non solo italiana. Memorabile il suo Amleto, regia di Franco Zeffirelli, in cartellone nel 1964 (anno delle celebrazioni shakespeariane) per due mesi all'Old Vic di Londra e vincitore del Challenge al Théatre de Nation di Parigi.

Con il film "L'anno scorso a Marienbad" vinse il Leone d'Oro a Venezia nel 1961 e con l'Enrico IV dei primi anni '80, per la regia di Antonio Calenda, aprì una crepa formidabile nell'establishment teatrale italiano, tanto che si può parlare di "prima" e "dopo" Enrico IV per capire l'evoluzione nel rapporto tra pagina e scrittura scenica.

È dal 1989, quando aveva 66 anni, che recitava in continue riprese ''Memorie di Adriano'', lo spettacolo tratto dal romanzo della Yourcenar con regia di Maurizio Scaparro, che è diventato il suo lavoro simbolo nel crescere di una coincidenza esistenziale con questo imperatore alla fine dei suoi giorni. ''Facendolo parlo anche di me - confessò quando compi' 90 anni - Del resto sento molto la fine della bellezza che si consuma che percorre questo testo, che coglie il momento in cui l'armonia tra corpo e anima si rompe ed entrano in conflitto. A certe battute mi sono sempre davvero emozionato, perche' mi toccano nel profondo e penso, cercando di tenermi fuori, a tutti coloro che ho visto invecchiare, alla perdita della giovinezza che ho amato tanto''.

Il suo "Adriano" raggiunse le 800 repliche e nel 2004 fece storia il suo "Dante" dalla torre degli Asinelli di Bologna, davanti a ventiduemila persone. In "Cercando Picasso", per la regia di Antonio Calenda, Albertazzi giocò con il piu' acclamato ensemble di danza contemporanea, la Martha Graham Dance Company, e lo spettacolo fu richiesto in tutto il mondo.

Il suo "Puccini - Sprechgesang", per la regia di Giovanni De Feudis, fu indubbiamente un omaggio al grande compositore ma anche ad Albertazzi: entrambi indefessi estimatori delle donne, entrambi innamorati dei cavalli e del brivido della velocità, entrambi strenui difensori del primato dell'estetica nell'arte, entrambi non credenti ma convinti dell'ineffabile presenza degli dei.

Ambedue divorati dall'amore per la vita, ambedue toscani: due stelle in un misterioso universo popolato da donne.

Personalità controversa, Albertazzi è' stato architetto, attore, regista, autore e anche fotografo. Toscano (nato a Fiesole), debuttò con Luchino Visconti al Maggio Musicale Fiorentino in "Troilo e Cressida" di Shakespeare. Dal 2003 al 2008 diresse il Teatro Argentina di Roma e nel 2007 sposò la nobildonna Pia de' Tolomei.

Nel 2009 al Teatro Ghione fu interprete di "Lezioni Americane" di Italo Calvino, e al Teatro Greco di Siracusa di "Edipo a Colono" di Sofocle per la regia di Krzysztof Zanussi. Sempre nel 2009, per Rai 2, registrò una lettura della Divina Commedia fra le rovine del centro storico dell'Aquila e nel 2014 sorprese tutti partecipando alla decima edizione di Ballando con le stelle su Rai 1, diventando il concorrente più anziano di tutte le edizioni internazionali del programma, superando l'attrice Cloris Leachman che nel 2008, all'età di 82 anni, aveva partecipato all'edizione americana.

Nella stagione 2014-2015 il Teatro Ghione ha ospitato il suo ultimo spettacolo: "Il mercante di Venezia" insieme a Franco Castellano.

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