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L'architetta iracheno-britannica Zaha Hadid, celebre per i progetti futuristici tra cui lo stadio del nuoto dei giochi olimpici di Londra e il MAXXI di Roma, è morta di infarto a Miami. Aveva 65 anni. Nata e cresciuta a Baghdad, la Hadid era stata la prima donna a vincere il prestigioso premio Pritzker, paragonabile al Nobel per l'architettura.

Angolature nascoste e dettagli sorprendenti erano la cifra dell'Hadid che con un approccio rivoluzionario disegnava i suoi iconici edifici, progettati nello studio del quartiere "hip" di Clerkenwell a Londra.

Commissionati in tutto il mondo le opere della "più grande architetto donna del globo" vanno dall'Heydar Aliyev Centre di Baku in Azerbaijan a un condominio extralusso lungo il parco della High Line di Manhattan, dagli impianti BMW di Lipsia alle stazioni della funicolare di Innsbruck e la Guangzhou Opera House in Cina.

Messaggi di cordoglio sono arrivati dai suoi piu' noti colleghi: Lord Rogers, l'architetto del Centre Pompidou e del Millennium Dome, ha osservato che "nessuno, tra gli architetti degli ultimi decenni, ha avuto piu' influenza di lei".

Genio del design non aveva non collezionato anche qualche "insuccesso": il suo disegno per l'Opera House di Cardiff era stato clamorosamente bocciato negli anni Novanta e l'archistar non era riuscita a tradurre un progetto in realtà fino a quando non aveva ricevuto la commessa per il Museo dei trasporti di Glasgow, ultimato nel 2011.

Ma anche l'estate scorsa il disegno dello stadio per i giochi di Tokyo 2020 era finito su un binario morto tra polemiche sui costi: sarebbe stato il piu' caro della storia con un cartellino del prezzo da 2,5 miliardi di dollari.

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