Nella Polonia del blocco comunista, la "bestia nera" mai del tutto domata della Russia Sovietica, dal 14 agosto 1980 i lavoratori del porto di Danzica erano in sciopero per l'aumento del prezzo della carne stabilito dal governo di Varsavia.

L'anno precedente per la prima volta il Papa polacco Giovanni Paolo II si era recato a Varsavia, accolto da milioni di fedeli. Il fatto senza precedenti nei paesi oltrecortina fa crescere rapidamente la spinta popolare verso l'obiettivo della libertà civile. Lo sciopero dell'agosto 1980 si trasforma così nella richiesta del riconoscimento del primo sindacato indipendente dei paesi del blocco sovietico, Solidarnosc (in italiano Solidarietà).

La guida dello sciopero di Danzica sarà presa dal futuro leader del movimento, il tecnico elettrico Lech Walesa.

Già dal 1970 il leader sindacale fu protagonista degli scioperi illegali di Danzica e conobbe il carcere a più riprese fino ai fatti di agosto. Al porto riesce a mantenere unite le maestranze e a proseguire la protesta fino alla trattativa con il debole governo del primo ministro Gierek, fino al 31 agosto 1980 quando il regime di Varsavia cede alle richieste di Walesa e dei lavoratori. Nasce così Solidarnosc, il primo sindacato non controllato dalle autorità del blocco comunista. 

Mosca non stette a guardare lo scacco del paese satellite e cominciò pressioni indirette mirate alla volontà di ritorno allo stato precedente gli scioperi.

Fu così che dall'ondata di libertà dell'autunno del 1980 si passerà in pochi mesi al golpe militare del generale Woicjiech Jaruzelski il quale, con il pretesto del collasso economico della Polonia dovuta alla crisi e alla paralisi produttiva generata dalle proteste e dagli scioperi, impose la legge marziale e la repressione sistematica di Solidarnosc che nell'ottobre 1982 sarà definitivamente messo al bando.

Walesa resta in Polonia in regime di semilibertà e l'anno dopo è insignito del Nobel per la Pace del 1983.

Di lì a poco sarebbe iniziata la Glasnost del presidente Gorbaciov, che fece perdere ulteriormente autorevolezza e significato al regime di Jaruzelski. Tornato nuovamente legale nel 1989, Solidarnosc diviene di fatto un movimento politico simile ad un partito. Nelle elezioni semi-libere ( riguardavano solo il 49% dei seggi disponibili, gli altri andavano automaticamente ai comunisti) per il movimento di Walesa fu un plebiscito. Uscito indebolito ulteriormente, il governo di Varsavia fu costretto a trattare con Solidarnosc fino alla sua dissoluzione nel 1990, quando proprio Lech Walesa trionfa nelle elezioni presidenziali.  

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