Rita Fenini

-

Curata da Pietro Gaglianò e Ivan Quaroni, la rassegna milanese pone l' accento sulla ricerca che Matteo Negri ha sviluppato nel tempo, creando una propria grammatica formale e una logica linguistica basata su una solida esperienza artigianale, tecnica e progettuale.

Negri, che usa il colore come fondamentale elemento di dialogo tra lo spazio e la forma e ne fa uno strumento di indagine della superficie e delle sue possibilità riflettenti, per gli spazi di Lorenzelli Arte ha creato due installazioni composte da 17 sculture - come dice il titolo della rassegna - dove lo spazio e il volume sono sempre protagonisti e si relazionano attraverso il colore, che crea connessioni per mezzo di vetri cangianti, acciai, specchi

Nella prima stanza della galleria 12 Kamigami - parola mutuata dal giapponese per definire l' infinitezza e la pluralità dello spirito - si compongono sulla parete in un' installazione di superfici tonde, cangianti, forate, incorniciate da acciaio a specchio. Una sorta di oblò ambigui che, rimanendo sculture uniche a parete, riflettono infinite prospettive e ribaltano lo spazio ponendo l'interrogativo sulla sua finitezza,.  

Nell' ambiente successivo, la sensazione di spaesamento è determinata da una grande istallazione composta da cinque elementi: sculture in ferro e vetro di differenti dimensioni, costituite da lastre ad incastro che, come poliedri che si scompongono e ricompongono, producono innumerevoli riflessioni, rendendo le opere catalizzatori di infinite potenzialità visuali.


Matteo Negri. 17 sculture a colori
24 marzo - 23 maggio 2017

Lorenzelli Arte
Milano, corso Buenos Aires, 2

© Riproduzione Riservata

Commenti