Luc Merenda: "Faccio tremare Milano con Li Chen"

La sua carriera, da attore di poliziotteschi a collezionista di arte asiatica

Credits: Ufficio Stampa

Mikol Belluzzi

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Adesso sta scrivendo un libro che ripercorrerà con disincanto e giudizi molto "tranchant" i suoi 22 anni di carriera cinematografica. Ma è tanto tempo che Luc Merenda, noto soprattutto per le interpretazioni di film poliziotteschi degli anni Settanta (ora venerati come veri e propri cult), da Milano trema: la polizia chiede giustizia a La città gioca d’azzardo, ha cambiato vita. Diventando prima antiquario di sculture e mobili asiatici e poi distributore per l’Europa di Li Chen, uno dei 10 più importanti artisti dell’Estremo Oriente, le cui opere sono esposte nella boutique Moreschi di San Babila a Milano in occasione del Salone del mobile.

Una metamorfosi che Merenda racconta come un normale percorso di vita, che però tanto normale non è. A 12 anni si trasferisce dal Marocco in Francia con la famiglia, a 20 diventa un esperto di boxe francese, a 24 fotomodello a New York e a 30 un integerrimo investigatore che nella finzione cinematografica combatte la malavita. Poi negli anni Ottanta l’addio al cinema e l’incontro con la moglie, che lo introduce all’arte asiatica e al collezionismo. Nel 2004 un’altra svolta. "Sono reduce da un viaggio in Cina e fra un appuntamento e l’altro finisco con mia moglie in una galleria d’arte: ognuno in una sala diversa, abbiamo un colpo di fulmine per delle sculture in bronzo" racconta Merenda a Panorama. Le sculture sono appunto di Li Chen. "Eravamo stupefatti di quanta armonia e pace promanassero da questi buddha moderni. Così la mattina dopo siamo tornati e abbiamo comprato due piccole opere, sebbene avessimo esaurito il budget. E quando abbiamo esposto le opere nella nostra galleria in Francia tutti quelli che le vedevano le volevano".

Da allora Merenda ha venduto una quarantina di opere di questo artista geniale e riservato di Taipei, che vive sulle montagne e prepara con cura maniacale una manciata di sculture all’anno, alcune alte anche 8 metri, che potranno essere ammirate dal 27 agosto in place Vendôme a Parigi "La dedizione di Li Chen all’arte è come quella di un monaco, è talmente schivo che ci sono voluti quattro anni solo per incontrarlo" racconta Merenda. Che, grazie alla collaborazione di Francesco Moreschi, consigliere delegato e responsabile marketing dell’omonimo gruppo calzaturiero, lo propone per la prima volta a Milano. Ma questo è solo l’inizio. "Io e Luc abbiamo un sogno nel cassetto» dice Moreschi "riuscire a portare le opere monumentali di Li Chen alla Triennale o nel Palazzo Reale".

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