Quando si parla di Jack Kerouac, una delle icone letterarie del XX secolo, è immediato il collegamento - o meglio, l'identificazione - con "On the Road", il suo romanzo autobiografico pubblicato per la prima volta il 5 settembre 1957 e divenuto poi testo di riferimento, quasi un manifesto, della cosiddetta Beat Generation

Ma Kerouac non fu solo uno scrittore e la mostra al MA*GA di Gallarate - curata da Sandrina Bandera, Alessandro Castiglioni ed Emma Zanella - vuole appunto mettere in luce un lato finora poco esplorato e inedito (per lo meno in Italia) del padre della Beat Generation: la sua attività pittorica e grafica

Dove

Ad ospitare la mostra "Kerouac. Beat Painting", le sale del museo MA*GA di Gallarate, in Via E. de Magri 1

Quando

L'esposizione sarà aperta dal 3 dicembre 2017 al 22 aprile 2018 nei seguenti giorni e orari:

Lunedì chiuso

Martedì-venerdì, 9.30|12.30 - 14.30|18.30

Sabato e domenica, 11.00|19.00

E’ possibile visitare la mostra anche il lunedì e dal martedì al venerdì dalle 12.30 alle 14.30 solo su prenotazione:  Tel. +39 0331 706091- progettispeciali@museomaga.it+39 0331 706031 - mostre@museomaga.it

Perchè è interessante

Con un percorso artistico di 80 opere, tra dipinti e disegni, in gran parte esposti per la prima volta in Italia (e fino ad ora presentati solo in alcuni selezionati musei), questa mostra proietta una luce del tutto inedita sull’attività artistica di Kerouac

In particolare, viene analizzato il suo labirintico processo creativo e le sue relazioni con la tradizione della cultura visiva americana, con gli altri autori del movimento Beat, da Allen Ginsberg a William Borroughs e i maestri della pittura informale e della Scuola di New York che Kerouac iniziò a frequentare dalla seconda metà degli anni cinquanta del secolo scorso.

La forza di queste opere risiede soprattutto nell’identità totale che Kerouac seppe condensare tra vita, produzione letteraria e ogni altra espressione creativa come la musica, il canto, la poesia, il cinema.

La sezione fotografica

La mostra approfondisce inoltre le relazioni tra Kerouac e l’Italia, attraverso una selezione di fotografie scattate da Robert Frank e da Ettore Sottsass alla moglie Fernanda Pivano, ad Allen Ginsberg e allo stesso Kerouac e sarà arricchita da un progetto inedito di Peter Greenaway dedicato proprio a Kerouac.

Jack Kerouac

Nato nel 1922 nel Massachusetts, figlio di immigrati franco-canadesi, interrotti gli studi universitari Jack Kerouac vagabondò per gli Stati Uniti esercitando disparati mestieri – marinaio, frenatore ferroviario, guardia forestale – sulle tracce degli scrittori che più amava: London, Hemingway e Wolfe.

Intorno al 1950, conosciuti William S. Burroughs e Allen Ginsberg, praticò con loro, a New York e a San Francisco, quello che divenne il modello di vita della "beat generation": il nomadismo, il rifiuto dell’opulenza borghese americana, la ricerca di nuove dimensioni visionarie nella droga e nell'alcool.

Tutte esperienze di vita descritte nel romanzo "Sulla strada" (1957), che divenne, per la generazione di Kerouac, una sorta di manifesto e che resta forse la sua opera più riuscita, sia per la novità stilistica (il tentativo di creare una prosa «spontanea», sul modello della libera improvvisazione del jazz) sia per i suggestivi legami col ricorrente mito americano del viaggio.

Nel 1961, stanco di essere una figura pubblica, si isolò in una capanna non lontana dalla costa della California, dove compose uno dei suoi romanzi più intensi, dominato da un forte senso musicale della lingua: Big Sur (1962), bilancio di una sconfitta che si riscatta nella novità della scrittura.

La stessa libera gioia del ritmo, la stessa sottigliezza nel captare il suono dell’americano parlato in moduli jazzistici si ritrovano nella sua opera poetica, in particolare nei Mexico City blues (1959) mentre nell’ultimo voluminoso romanzo di memoria, Vanità di Duluoz (1968), queste qualità sembrano cedere il passo a una certa stanchezza.

Kerouac si spense il l 21 ottobre 1969, a soli 47 anni, stroncato dalla cirrosi epatica


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