Rita Fenini

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Singolare e sorprendente, esponente di spicco del neoclassicismo - eppur difficile da classificare in una precisa corrente artistica - Jean Auguste Dominique Ingres è innanzitutto un "rivoluzionario", un mix di realismo e manierismo che affascina sia per le sue esagerazioni espressive che per il suo spiccato gusto del vero: a lui e alla "Milano napoleonica", il capoluogo lombardo dedica un'importante quanto articolata esposizione

Quando

"Jean Auguste Dominique Ingres e la vita artistica al tempo di Napoleone" apre al pubblico dal 12 marzo al 23 giugno 2019 nei seguenti giorni e orari

Lunedì: 14.30 -19.30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30 - 19.30
giovedì e sabato: 9.30 – 22.30

La biglietteria chiude un’ora prima    

Dove

Sede dell'esposizione il Primo Piano Nobile di Palazzo Reale di Milano

Perchè visitarla

Composta da oltre 150 opere (più di 60, fra dipinti e disegni, del grande maestro francese poste accanto a capolavori di David, Appiani, Greuze, Canova, Gerard, Finelli) riunite grazie a prestigiosi prestiti internazionali, l'esposizione milanese punta a mostrare (e dimostrare) che  Ingres non è solo un pittore neoclassico, rivelando il colorista che sta dietro il disegnatore e svelando la sua pittura religiosa accanto alle famose scene di sensuali odalische, dai lunghi colli e dalle anche salienti.

Ma per documentare la grande varietà stilistica e tematica del “nuovo classicismo”, il percorso espositivo si sviluppa in varie sezioni. Nella parte finale, la mostra assume poi un carattere monografico ed è costituita in larga misura da opere di Ingres eccezionalmente provenienti dal Museo di Montauban: da segnalare, fra le altre, una serie di straordinari ritratti maschili, un notevole nucleo di disegni e di ritratti femminili, quadri di Veneri e Odalische e un dipinto del 1818 che rappresenta la morte di Leonardo da Vinci, dipinto tanto più significativo nell’anno in cui si celebra il cinquecentesimo anniversario della sua morte

Tra i capolavori di Ingres esposti in mostra, non si può non citare il sorprendente "Sogno di Ossian" - opera epico mitologica realizzata nel 1813 e posta sul soffitto della camera da letto di Napoleone - e il solenne e magnifico "Ritratto di Napoleone in costume sacro" (datato 1806), preceduto da una serie di disegni preparatori


Con questa mostra, il "pittore delle odalische", nella sua modernità, svela anche la sua italianità: un’impronta che fa di lui una figura fondamentale della vita artistica prima, durante e dopo l’Impero.

Jean Auguste Dominique Ingres, cenni biografici

Nato nel 1780 nel sud-ovest della Francia, a Montauban, Ingres dimostra presto un talento straordinario per il disegno.

Dal 1797 è a Parigi nella cerchia di David. Nel 1800 concorre per il "prix de Rome" e nel 1806, dopo aver completato il grande Napoleone in costume sacro, è finalmente a Roma, dove può approfondire gli studi e la passione per Raffaello.

Inviato in Italia sotto l’Impero e poi coinvolto nei cantieri imperiali di Roma, Ingres decide di restare «italiano» fino al 1824, per tornare più avanti a dirigere Villa Medici.

Ritornato a Parigi nel 1841, Ingres venne trionfalmente accolto da Luigi Filippo di Francia, che lo ricevette alla reggia di Versailles.

Ingres si spegne a Parigi il 14 gennaio 1867

Curatela della mostra

Promossa dal Comune di Milano – Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Civita Mostre e Musei (in collaborazione con StArt e il Museo Ingres di Montauban), la mostra è curata da Florence Viguier-Dutheil, Conservatore Capo del Patrimonio e Direttrice del Musée Ingres di Montauban e si avvale di un Comitato Scientifico composto da Adrien Goetz, membro dell’Institut de France – Académie des Beaux-Arts, Stéphane Guégan, storico dell’arte, Frédéric Lacaille, Conservatore del Musée national du Château de Versailles, Isabella Marelli, Curatrice della  Pinacoteca di Brera e Gennaro Toscano, Professore universitario e consulente scientifico e culturale presso la Biblioteca Nazionale di Francia, Richelieu.


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