Arte, L.O.V.E. di Cattelan resta a Milano e Piazza Affari diventa una balera

Il party di fronte alla Borsa di Milano raccontato attraverso gli scatti di Instagram con tag #cattelan

Riccardo Fano

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La conferma un paio di giorni fa: L.O.V.E. di Maurizio Cattelan resta a Milano, diventando proprietà di Palazzo Marino.

Il dito in marmo di Carrara alto undici metri - base esclusa - fu presentato nell’ottobre del 2010, scatenando le solite polemiche sul cattivo gusto dell'opera.

Ciò che colpisce ad una prima occhiata è l’immenso dito medio alzato, intento a mandare a quel paese il palazzo della Borsa con tutti i banchieri al suo interno, responsabili di avere accelerato la crisi economica mondiale.

È una chiave di lettura verosimile e corretta, pur non essendo quella ufficiale. Avvicinandosi ad essa, lo spettatore potrà notare come le altre quattro dita siano state segate di netto dalla loro base.

Facendo un piccolo gioco di immaginazione, ricomponendo quindi tutti i pezzi mancanti, quello che ne esce è una mano in marmo sempre alta undici metri, ma intenta a fare il saluto romano.

Il gesto, allora, diventa meno chiaro, ma più potente. Cattelan ha smontato un simbolo autoritario, il saluto fascista, sostituendolo con un atto di irriverenza apolitica.

Analisi a parte, il responso ha deciso che L.O.V.E. resterà dov’è e stasera si è festeggiato nel classico stile dell’artista: al centro della piazza è stata allestita una vera e propria balera, con luci, palloncini, ballerini attempati e, ovviamente, l' orchestra.

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