Cultura

Addio a Neil Simon: chi era e cosa ha scritto

Si tratta di uno dei più grandi commediografi del Novecento e con lui se ne va una delle penne più caustiche d'America

Neil Simon con l'inseparabile moglie Elaine in una foto del 2012

Barbara Massaro

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Per capire il mondo non serve studiare politica o parlare di economia; basta raccontare il microcosmo di una famiglia. Ne era convinto il grande commediografo americano Neil Simon, morto a New York all'età di 91 anni a causa delle complicazioni di una polmonite. 

La poetica di Neil Simon

Nato a New York, nel cuore del Bronx, nel 1927 durante la grande depressione ha attraversato il secolo breve da autentico sociologo della middle class americana rincorrendo con le sue parole vizi e virtù della piccola borghesia a stelle e strisce.

Quello che era riuscito a costruire con la sua intelligenza è stato un buco della serratura perfetto dal quale osservare i cambiamenti di un intero Paese che ha attraversato guerre e conflitti, presidenti e crisi economiche modificandosi profondamente a livello culturale e sociologico.

Dal 1961 in poi Simon non ha mai smesso di scrivere per il teatro portando in scena oltre 40 commedie entrate a far parte della storia della drammaturgia a livello mondiale.

Ha vinto tutto quello che poteva vincere (quattro Tony Awards, l’Oscar del teatro, e altrettanti premi dell'associazione degli sceneggiatori americani, il Pulitzer, il Kennedy Center honors e molto altro) ma a proposito dei suoi successi qualche tempo fa al Washington Post aveva dichiarato: "So di aver avuto le migliori recensioni possibili. Non mi servono altri soldi. Non c’è premio che io non abbia già vinto. Non ho alcuna ragione per scrivere un’altra commedia che il fatto che sono vivo e mi piace farlo".

L'urgenza drammaturgica di Simon si traduceva in una capacità di sintesi cristallina e dogmatica  del suo stesso pensiero. Uno dei suoi aforismi più celebri recitava: "Se non si rischiasse mai nella vita, Michelangelo avrebbe dipinto il pavimento della cappella Sistina", cifra stilistica di una penna mai scontata e costantemente votata alla sagacia e all'ironia. 

I testi più celebri

Tanti e celeberrimi gli adattamenti cinematografici delle sue commedie che sono materia di studio scolastica e banco di prova per gli attori che vogliano confrontarsi sul palco col ritmo ironico di questo neo-realismo portato fino alle sue estreme conseguenze ("Zitto, se no non riesco a sentire il rumore dei tuoi capelli che crescono", diceva). A piedi nudi nel parco, per esempio, è la storia di una giovane coppia di sposi che vive a New York in un appartamento senza ascensore. Sul grande schermo questo testo del 1967 ha i volti di Jane Fonda e Robert Redford, mentre sono indimenticabili le facce burbere di Walter Matthau e Jack Lemmon in La strana coppia del 1968.

I testi di Simon non hanno mai vinto l'Oscar, ma hanno segnato la strada ad autori quali Woody Allen (con cui Simon ha spesso collaborato); Mel BrooksCarl Reiner.

Ironia, sagacia e intelligenza erano gli astri che illuminavano la creatività di colui che sì è stato il cantore per eccellenza dell'America middle class, ma anche della sua stessa vita. 

Se le commedie della gioventù (come ad esempio Alle donne ci penso io! Sweet Charity o Appartamento al plaza) raccontavano di giovinezza e problemi legati all'urgenza di trovare il proprio posto del mondo, in seguito l'età che avanzava ha reso la sua penna di Simon tanto ironica quanto amara come in Capitolo due, la storia di un vedovo che deve ricominciare a vivere dopo aver perso la moglie.

Si tratta di uno spunto autobiografico visto che la sua prima moglie, Joan Baim, era morta di cancro nel 1973 dopo 20 anni di matrimonio.

Simon, padre di tre figli, ha tanto amato ed è stato tanto amato. Dopo la morte di Joan si è sposato altre 4 volte, due delle quali con la stessa donna, Diane Lender, arrivata dopo Marsha Mason. Nel 1998, a 72 anni, ha sposato Elaine Joyce che è stata accanto a lui fino alla fine. 

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