Il 20 maggio di 60 anni fa la corsa al nucleare compiva un salto fondamentale, con il primo test di detonazione di una bomba all'idrogeno ad alto potenziale per la prima volta sganciata da un bombardiere su un obiettivo. 

Il target era stato stabilito sulla superficie della piccola isola di Namu, e l'operazione fu nominata "Redwing". La corsa al nucleare era divenuta frenetica da quando gli americani ebbero la certezza che i Sovietici avevano testato una bomba all'idrogeno pochi mesi prima di loro, nel 1952. Poco dopo la notizia, fu fatta esplodere dagli Usa la più potente bomba-H della storia, alle isole Marshall. Era la fine del 1952 quando un fungo atomico coprìl'orizzonte dell'isola di Enewetak, con un'esplosione della potenza di oltre 10 Megatoni. Il problema principale degli ordigni nucleari testati tra il 1946 e la prima metà degli anni '50 era l'inutilità pratica, in quanto intrasportabili (basti pensare che la bomba esplosa nel 1952 alle Marshall assomigliava più ad una centrale nucleare che a un ordigno vero e proprio). In due anni tuttavia lo sviluppo tecnologico delle testate nucleari aveva reso possibile l'evoluzione di ordigni ad altissimo potenziale facilmente trasportabili da un bombardiere stratosferico come il Boeing B-52 Stratofortress

La bomba testata il 20 maggio 1956, prima di una serie di test durata due mesi, fu lanciata da un'altezza di oltre 15mila metri ed era ancora più potente degli ordigni testati negli anni precedenti. L'esplosione, avvenuta a circa 4,500 metri dal suolo, scatenò una forza equivalente ad oltre 1 milione di tonnellate di TNT. I testimoni ricordano che il raggio dell'esplosione risultò superiore ai 6 chilometri, e che il bagliore fu talmente intenso da simulare la luce di 500 soli contemporaneamente. 

Il successo degli esperimenti del maggio 1956 a Bikini alzò l'asta della corsa agli armamenti nel cuore della Guerra Fredda. Nel novembre del 1955 anche Mosca era stata in grado di aviolanciare la bomba-H in un esperimento portato a termine in una zona disabitata della Siberia. La Terza guerra mondiale sembrava essere davvero alle porte.

© Riproduzione Riservata

Commenti