1948, 70 anni fa il ponte aereo di Berlino: storia e foto

In giugno i Sovietici chiusero gli accesso alla zona controllata dagli Alleati, che organizzarono il più grande ponte aereo della storia. Durò ininterrottamente 318 giorni

Edoardo Frittoli

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70 anni fa i Sovietici chiusero le vie di accesso al settore di Berlino controllato da Stati Uniti, Inghilterra e Francia. Si apriva una delle più gravi crisi che portò il mondo nuovamente sull'orlo di una guerra mondiale. Per assistere la popolazione berlinese ridotta allo stremo, gli Alleati organizzarono il più lungo ponte aereo della storia.

Berlino 1948: un punto caldo nella Guerra Fredda

L'"anno zero" di Berlino si era in realtà prolungato per più di tre anni dalla fine della guerra. Divisa in 4 settori dalle potenze vincitrici, la ex capitale del Terzo Reich era diventata un punto di fortissimo attrito nell'escalation della Guerra Fredda.

La città, rasa al suolo dai bombardamenti anglo-americani, si trovava ancora in condizioni drammatiche. La popolazione, divisa tra la zona Est occupata dai Sovietici e quella Ovest spartita tra Americani, Inglesi e Francesi, era pressoché alla fame.

Dal 1945 al 1948 la questione della gestione di Berlino, che si trovava nel mezzo della Germania occupata dai Sovietici, vide un rapido deterioramento nel susseguirsi dei vertici delle potene vincitrici, con Mosca pronta a porre il veto ad ogni proposta Anglo-americana che prevedesse qualunque forma di assistenza economica o indipendenza amministrativa. L'obiettivo di Stalin nei primissimi mesi del dopoguerra era infatti quello di tenere i Paesi europei (ed in particolare la Germania) lontani dalla ripresa economica al fine di accelerare una sperata sterzata verso il comunismo. Se gli approvvigionamenti necessari al sostentamento della popolazione e del contingente militare di occupazione a Berlino Ovest era stato garantito da un "corridoio" ferroviario e stradale attraverso i territori di competenza sovietica, l'annuncio dell'introduzione del Piano Marshall e gli effetti della dottrina Truman fecero precipitare gli eventi e gli attriti tra le due superpotenze attorno alla sorte di Berlino.

Giugno 1948: i Sovietici isolano Berlino

La goccia che fece traboccare il vaso fu la decisione americana di introdurre nella Germania Occidentale il nuovo Deutsche Mark al posto dell'ipersvalutato Reichsmark uscito azzerato dalla guerra. Dopo aver risposto con l'introduzione di una seconda valuta, le autorità sovietiche iniziarono a limitare il transito di convogli merci tra i settori di Berlino, imponendo di seguito il controllo dei militari dell'Armata Rossa sui beni in transito. Per ovviare ai problemi di approvvigionamento dei beni alla popolazione ed ai militari, fu organizzato un primo "mini ponte aereo", che durò fino alla decisione sovietica di bloccare tutte le vie di accesso a Berlino Ovest. In questi giorni di altissima tensione tra Mosca e Washington furono in molti a ritenere che il mondo si potesse trovare ad un passo dalla terza guerra mondiale. Da una parte Stalin era convinto che il blocco di Berlino avrebbe portato alla scelta obbligata dei cittadini presi per fame di aderire al blocco sovietico, dall'altra erano convinti che difficilmente gli Alleati avrebbero potuto mantenere a lungo il ponte aereo.

26 giugno 1948: il ponte più lungo

In effetti le premesse del'"Operazione Vittles" (così fu chiamato in codice dagli Americani il ponte aereo per Berlino) erano tutt'altro che semplici: gli aeroporti utilizzabili nel territorio della Germania Occidentale erano pochi e male attrezzati. Peggio ancora la situazione a Berlino Ovest che poteva contare su due campi gestiti rispettivamente dall'Usaf e dalla Raf. Si trattava nel primo caso dell'aeroporto di Tempelhof, con una pista in materiale sintetico allestita subito dopo la guerra che presentava problemi di affidabilità per il terreno reso fangoso dalle frequenti piogge che filtravano ovunque. L'atterraggio era inoltre pericoloso per la vicinanza delle ciminiere di una grande fabbrica di birra. Non andava meglio nel caso dell'aeroporto gestito dal settore britannico , quello di Gatow. Anche se gli Inglesi decisero di stendere una pista in cemento, all'epoca del blocco questa era completata soltanto per 3/4, mentre l'aeroporto dipendeva dal settore sovietico per l'approvvigionamento di energia elettrica che fu prontamente tagliata. Anche l'aspetto delle comunicazioni radio era un'incognita, con la possibilità di interferenze radio operate dai Sovietici. Inoltre, durante il sorvolo del territorio tedesco controllato dai Sovietici gli aerei Anglo-americani sarebbero stati soli in un cielo nemico con la presenza di caccia dell'Urss che nei giorni del "piccolo ponte" avevano fatto la loro comparsa come deterrente.

Quando Mosca decise il blocco totale il 24 giugno 1948, la parte occidentale di Berlino rifornita dal "piccolo ponte" dei giorni precedenti avrebbe avuto scorte di cibo e carbone sufficienti per sopravvivere poco più di un mese. Inoltre le forze dell'Armata Rossa che circondavano Berlino erano soverchianti rispetto alle forze di occupazione alleate nel settore Ovest della città.

Le esigenze di trasporto per mantenere la popolazione di Berlino durante l'assedio erano molto impegnative: ogni giorno avrebbero dovuto essere consegnate almeno 5.000 tonnellate di materiali e cibo , cosa che avrebbe reso necessaria un'operatività continua degli aerei da trasporto allora disponibili dell'Usaf e della Raf (oltre ai Francesi, e a un contingente canadese). Dopo un periodo di studio della fattibilità, gli Alleati nominarono il Generale Joseph Smith responsabile del ponte aereo. Il 26 giugno 1948 decollarono i primi 32 Douglas C-47 alla volta di Berlino.

Arrivano i Douglas C-54 e l'atterraggio guidato

La riuscita del ponte per Berlino fu resa possibile, oltre che dall'abilità e dal sacrificio dei piloti, anche dal rapido sviluppo tecnologico nel settore aeronautico americano: l'introduzione del cargo quadrimotore Douglas C-54 "Skyliner", che era in grado di trasportare rapidamente il triplo del materiale dei vecchi C-47 fece in modo che si rendessero necessari meno aeroplani per raggiungere l'obiettivo delle 5.000 tonnellate al giorno. Quando l'"Operation Vittles" andò a regime qualche mese dopo l'inizio oltre 200 nuovi C-54 dell'Usaf erano pronti al decollo ogni giorno dalle piste della Germania occidentale. Accanto ai cargo militari operarono aerei civili (in particolare delle compagnie britanniche BAE e BOAC e altre minori) che integrarono i voli militari compiuti anche dagli Avro Lancaster e dagli Handley Page Halifax ex bombardieri della Raf reduci di guerra.

Un altro vantaggio tecnologico fu quello dell'introduzione delle migliorie nei radar di terra, con l'attivazione dei primi sistemi di atterraggio guidato da terra, il GCA o Ground Controlled Approach Radar System (un antesignano del moderno ILS).

All'inizio delle operazioni non mancarono incidenti anche gravi nell'atterraggio a Berlino, come quelli avvenuti il giorno 28 luglio 1948 quando una serie di incidenti a catena chiuse una tragica giornata funestata da avverse condizioni meteorologiche.

Piovono caramelle: operazione "Little Vittles"

Non mancarono anche gli aspetti propagandistici, accanto alle operazioni umanitarie svolte dal ponte di Berlino. Fu il caso dell'operazione "Little Vittles", che nacque per caso quando il pilota dell'Usaf Gail Halvorsen fu circondato a Berlino da una piccola folla di bambini provati dalla fame e dalle privazioni. I piccoli incuriositi dal grande aereo furono omaggiati dal comandante con gli unici due pacchetti di chewing gum "Wrigley's" in suo possesso che i piccoli si divisero con dignità, alcuni accontentandosi di annusare la stagnola. Commosso, Halvorsen promise ai piccoli berlinesi un grande carico di caramelle al suo ritorno. La volta successiva il C-54 paracadutò i dolciumi facendosi riconoscere con uno scuotimento delle ali dai bambini festanti. L'occasione per la propaganda antisovietica era ghiotta ed effettivamente ebbe notevole impatto sulla popolazione di Berlino che non ebbe più dubbi sulla resistenza alle pressioni sovietiche, oltre che sull'opinione pubblica mondiale che vide le immagini dei bimbi omaggiati dai "raisin' bombers" o "rosinenbomber" in tedesco i bombardieri caricati a dolcetti.

La sconfitta di Stalin e la fine del blocco. Maggio 1949

I Sovietici si resero conto ben presto che l'operazione era stata tutt'altro che impossibile. All'epoca inoltre gli Stati Uniti erano l'unica potenza preparata ad una guerra nucleare e le difficoltà economiche nell'ultima propaggine dello stalinismo fecero sì che il ponte aereo per Berlino non venisse interrotto dalla loro azione ostile. Mosca tentò allora di operare un colpo di mano sull'amministrazione della città per mezzo dei rappresentanti comunisti eletti nell'amministrazione controllata dalle potenze vincitrici. Tuttavia la risposta dei cittadini fu ferma e generò la sollevazione spontanea di oltre mezzo milione di Berlinesi che occuparono la zona del Reichstag tenendo a bada la repressione della polizia sovietica.

Il 12 aprile 1949 l'agenzia Tass comunicò la volontà sovietica di revocare il blocco di Berlino dopo quasi un anno. Le cifre del più lungo ponte aereo della storia parlano da sole: durante i 318 giorni di attività gli aerei che parteciparono all'operazione per Berlino trasportarono 2.325.000 tonnellate di materiali costando la vita a decine di piloti, avieri e civili Inglesi, Americani e Tedeschi.

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