100 anni fa la battaglia della Marna

Il 5 settembre 1914 gli eserciti francese, inglese e tedesco si affrontano nella battaglia che cambiò la natura strategica del conflitto. Da guerra di movimento al logoramento della trincea

Edoardo Frittoli

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Dopo la battaglia delle Frontiere, lo sfondamento tedesco attraverso il Belgio verso Parigi sembrava inarrestabile. I Francesi erano costretti a una ritirata generale mentre il corpo di spedizione inglese, incalzato dalle armate del Generale tedesco Von Kluck, pensò addirittura di ritirarsi dal fronte. La Blitzkrieg di Von Moltke sembrava destinata ad un rapido successo. La battaglia della Marna, che cambiò il corso della Grande Guerra sul fronte occidentale, fu soprattutto il risultato di una serie di errori strategici tedeschi e di una serie di intuizioni francesi e di eventi ad essi favorevoli. La linea di collegamento tedesca si era infatti smisuratamente allungata durante la corsa verso Parigi. Questo generava preoccupazione presso l'alto comando tedesco, in quanto l'estensione delle colonne portava ad un indebolimento dei fianchi dello schieramento. Questo produsse tra i generali tedeschi la volontà di deviare dai piani di avanzata originali, decidendo una deviazione per raggiungere velocemente Parigi da Est. La capitale era a soli 60 km dalle avanguardie germaniche. Gli inglesi erano in rotta, inseguiti da Kluck. 

Il 2 Settembre il governo francese lascia Parigi per Bordeaux. La capitale resta difesa dal generale Joseph Simon Galliéni, molto più risoluto del titubante Joffre. Quando i tedeschi deviarono di nuovo la direttrice di marcia, Galliéni ebbe l'intuizione che cambiò il corso degli eventi. Supportato dai rapporti della ricognizione aerea, insistette presso Joffre perché questi ordinasse l'arresto della ritirata e l'inizio della controffensiva. Il generale aveva compreso bene lo stato di logoramento dei tedeschi e le loro difficoltà logistiche, oltre al vantaggio offerto dall'assurda decisione tedesca di inviare parte del contingente sul fronte orientale per contrastare l'avanzata russa. Il 2 settembre gli inglesi, guidati dal generale French, giunsero in ritirata lungo la Marna facendo saltare i ponti. Galliéni dovette a lungo lottare per convincere l'altezzoso comandante britannico ad aderire al suo piano e di fatto saltò Joffre quando diede ordine alla 6a Armata del generale Maunoury di contrattaccare. 

Il 6 settembre la 6° armata francese attaccò i tedeschi presso il fiume Orcq, che opposero una dura resistenza. Ancora una volta fu Galliéni con un’intuizione fuori dagli schemi a salvare la situazione. Fece requisire in poche ore tutti i taxi di Parigi affinché le truppe di riserva della capitale arrivassero in un lampo a rafforzare l’offensiva. Di fatto aveva inventato la prima brigata motorizzata della storia, passata al mito come il giorno dei “Taxi della Marna”. Per rinforzare il fronte dell’Orcq il generale Kluck decise autonomamente di sguarnire il fianco destro. Per gli uomini di Von Moltke fu l’inizio della fine. I britannici cominciarono a penetrare nel varco che si era creato tra le armate tedesche e premeva a sinistra dello schieramento. Fu così che in Von Bulow cominciò a  maturare l’idea di una ritirata generale, visto che anche nella zona delle paludi di Saint-Gond il maresciallo Foch aveva duramente messo alla prova il centro dello schieramento tedesco. Entro il 12 settembre un demoralizzato Von Moltke si recò in Lussemburgo da Guglielmo II il quale, su tutte le furie, lo destituì. 

Il sogno della guerra lampo svaniva presso il comando germanico e la Grande Guerra divenne da conflitto di movimento a guerra in trincea. 

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