Cinema

Toy Story 4, infallibile Pixar: 5 motivi per vederlo

Ennesimo sequel, ha però ben ragione di esistere. Il quarto film della saga d'animazione sui giocattoli diverte, appassiona e convince

Toy Story 4

Simona Santoni

-

Era il 1995 quando debuttava al cinema Toy Story, il primo cartone animato completamente in computer grafica, film che ha conquistato generazioni di spettatori e critici. Ventiquattro anni dopo, l'uscita di un ennesimo sequel, Toy Story 4, faceva storcere qualche naso: la smania contemporanea di prolungare ogni successo in saghe infinite riempie le tasche dei produttori ma annacqua ricordi, personaggi cari e situazioni che avremmo voluto fermati nel tempo. Eppure, la Pixar anche stavolta riesce a chetare le occhiate lunghe degli scettici. Toy Story 4 di Josh Cooley diverte, appassiona, convince. E giustifica pienamente la sua esistenza. 

Dal 26 giugno nelle sale italiane con oltre 800 copie, ecco 5 motivi per vedere Toy Story 4.

1) Il giusto finale per Woody

Toy Story 3 - La grande fuga (2010) sembrava aver chiuso a pennello, di nuovo, la saga. Andy, non più bambino e pronto ad andare al college, cedeva con nostalgia i suoi giocattoli, tra cui il beneamato Woody, alla piccola Bonnie.

In Toy Story 4 Woody, lo sceriffo di pezza che è sempre stato l'anima della serie, abita una nuova cameretta, intrattiene una nuova bambina. Bonnie però a volte lo trascura, anzi, inizia a trascurarlo piuttosto spesso, preferendo altri giocattoli. Ma Woody, che si dà sempre da fare per essere utile, fa di tutto perché Bonnie sia felice. Non potrebbe concepire la sua vita senza un bambino di cui prendersi cura. Finché non ritrova Bo Peep, la pastorella di porcellana per cui aveva un debole, vista nei primi due film. La lealtà di Woody verso i suoi bambini non si discute, ma sono maturate in lui consapevolezze: "Aspetti di vederli crescere, di vederli persone adulte, e poi se ne vanno". 

Pian piano, quasi all'improvviso, Woody scopre di aver davanti a sé, spianato e accettato, un nuovo destino. Il cerchio si chiude alla perfezione. Sperando che sia davvero la chiusura, questa volta. 

2) Vecchi e nuovi giocattoli, con freschezza

In Toy Story 4 ritroviamo giocattoli già noti e altri completamente nuovi. Accanto all'instancabile Woody, tornano l'immancabile Buzz, così svampito e pronto a prendersi troppo sul serio, la cowgirl Jessie amica di tutti, il bizzarro Mr. Potato, Bo Peep ora davvero energica e indipendente, con le sue buffissime pecore a tre teste. Ma ci sono anche new entry che lasciano il segno. Gabby Gabby, bambola anni '50 capace di parlare tirando una cordicella, sa intenerire ma anche terrorizzare. Le marionette che ha al seguito, tutte identiche, sono tanto inquietanti quanto spassose. Poi c'è Forky, il giocattolo simbolo dell'ecosostenibilità; è stato creato da Bonnie incollando insieme oggetti trovati nella pattumiera ed è un formidabile motore comico. Per non parlare di Ducky e Bunny, i due animali di peluche attaccati insieme del luna park, un duo squinternato. C'è pure Duke Caboom, il motociclista acrobata che viene dal Canada. 

I vecchi personaggi si uniscono ai nuovi in un mix armonico e pieno di freschezza.

1598222

3) Si ride di gusto

Quando il folle duo Ducky e Bunny si imbatte, atterrito, nelle pecorelle a tre teste di Bo, è un boato di risate in sala: "E chi dorme stanotte?", urla uno dei due, spaventato e impressionato. 
Toy Story 4 è davvero divertente. Di un divertimento ricco di sostanza, per nulla fatuo. Lo scetticismo verso l'ennesimo sequel evapora presto, di risata in risata, di trovata creativa in ennesima calzante invenzione animata.

Forky, poi, è un personaggio così eccentrico ed esilarante. Sentendosi più spazzatura che giocattolo (tutto può diventare un gioco, anche materiali riciclati messi insieme), Forky è irrimediabilmente attratto da ogni cestino dell'immondizia. Con buona pace di Woody, che corre sempre a recuperarlo.

4) Promuove bei valori

Lealtà, amicizia, aiuto reciproco, coraggio, accettazione della diversità e dei cambiamenti, trovare il buono anche in chi all'apparenza sembra cattivo. Sono i tanti valori positivi che emergono da Toy Story 4

Forky è uno scomposto aggregato di rifiuti, ma Woody si prodiga perché venga accettato dagli altri giocattoli: Bonnie lo ama, quindi è suo dovere morale proteggere Forky e far sì che si riunisca a Bonnie. Lo scopo di un giocattolo secondo Woody? Portare gioia ai bambini

Intanto, Woody fa il suo personale percorso di accettazione del cambiamento in atto: Bonnie lo lascia sempre più spesso dentro l'armadio. Andy, che invece lo amava così tanto, non c'è più. Le cose cambiano e a volte fanno male. Ma ogni fine è anche un nuovo inizio. Toy Story 4 è lì a ricordarlo. 

5) Per bambini e per adulti

Per i bambini Toy Story 4 è un film senza insidie, senza scurrilità e senza violenza. E, soprattutto, è un passatempo costruttivo, emozionante e pieno di ilarità. La stessa cosa vale per gli adulti: accompagnare i più piccoli al cinema non è un dovere ma un piacere.

Voto: 4/5
© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Frozen 2, ecco il trailer del nuovo film di animazione Disney

Baby Boss, il nuovo film d'animazione della DreamWorks - Video

L'arrivo di un bebè in famiglia vissuto con gli occhi (simpatici e traumatizzati) del fratello maggiore. Dal 20 aprile al cinema

Madagascar 2, le cose da sapere sul film d'animazione della DreamWorks

Su Italia 1 la folle brigata di animali esotici da città, che ora va alla scoperta della terra d'origine: l'Africa. Trailer, trama e curiosità

Commenti