Addio a Tonino Accolla: Homer Simpson e gli altri personaggi senza voce

Doppiatore di razza, per anni ha fatto parlare il capofamiglia della sitcom animata. Ma era sua pure la corrosiva risata di Eddie Murphy o il timbro sexy di Mickey Rourke in 9 settimane e ½

Tonino Accolla

Tonino Accolla – Credits: Ansa/YouTube

Simona Santoni

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Homer Simpson rimane senza quella sua voce disincantata e paciosa. E tutta la famiglia gialla, in versione tricolore, resta un po' orfana. 

È morto ieri a Roma a 64 anni, al Policlinico Gemelli dopo una lunga malattia, Tonino Accolla, originario di Siracusa, doppiatore di razza che ha fatto parlare italiano tanti personaggi statunitensi, grande direttore di doppiaggio nonché attore teatrale e televisivo.

Ricordate l'esplosiva risata di Eddie Murphy, corrosiva e sguaiata? È stato lui a restituircela nella versione italiana, forse ancora più esilarante di quella originale. All'attore comico afroamericano diede voce per così tanti film che è difficile elencarli tutti, dagli esordi con 48 ore (1982) a Una poltrona per due (1983), da Beverly Hills Cop - Un piedipiatti a Beverly Hills (1984) a Il principe cerca moglie (1988), da Il professore matto (1996) al musical Dreamgirls (2006) fino all'ultimo Immagina che (2009). Il connubio con l'attore si è interrotto con il film Tower Heist - Colpo ad alto livello del 2011. Accolla viene sostituito da Sandro Acerbo ed Eddie Murphy perde (in Italia) il suo marchio di fabbrica, la sua celebre risata. 

Un'altra grande perdita la subiscono I Simpson: la sitcom animata cinica e sbeffeggiante ha avuto in lui il direttore del doppiaggio della maggior parte degli episodi trasmessi in Italia, e lui è stato il doppiatore del capofamiglia Homer per ben 23 stagioni. 

 

Anche Tom Hanks deve parte del suo successo italiano ad Accolla, che lo ha doppiato nelle origini della sua carriera in Splash - Una sirena a Manhattan (1984), Casa, dolce casa? (1986), La retata (1987), Turner e il casinaro (1989), Joe contro il vulcano (1990), Music Graffiti (1996).

Il Mickey Rourke sexy e bellissimo di 9 settimane e ½? Ancora Accolla, che l'ha fatto amare al pubblico italico anche in titoli cult come Angel Heart - Ascensore per l'inferno (1987) e Orchidea selvaggia (1989).

 

Faccia di gomma Jim Carrey? C'era il doppiatore siciliano dietro Ace Ventura e anche dietro a quel Bruce Nolan che riceve in dono per alcuni giorni dei poteri celesti in Una settimana da Dio.

Il suo doppiaggio di Kenneth Branagh come Enrico V venne premiato con un Nastro d'Argento. E Accolla seguì l'attore britannico anche in L'altro delitto (1991), Gli amici di Peter (1992), Molto rumore per nulla (1993).

Tante altre star hollywodiane hanno avuto la sua voce in maniera meno ricorrente, da Hugh Grant (Nine Months - Imprevisti d'amore) a Ben Stiller (Tutti pazzi per Mary e Palle al balzo - Dodgeball), da Tim Roth (Planet of the Apes - Il pianeta delle scimmie) a Gary Oldman (Léon e Il quinto elemento), da Billy Crystal (Harry ti presento Sally) a John Cusack (La sottile linea rossa e Pallottole su Broadway). E anche l'animazione è screziata da sue parti. Il piccolo suricato Timon comprimario nella serie Il Re Leone? Accolla. Mike, il monocolo verde grande amico del protagonista Sulley in Monsters & Co.? Accolla. 

È stato direttore del doppiaggio di film indimenticabili come Borat, Il Silenzio degli Innocenti, BraveHeart, Crush, Titanic e Avatar.  

Destino del doppiatore è di essere così presente e così fondamentale nel successo di una pellicola, eppure così invisibile. Ci mancherà quella sua presenza discreta e pregnante.  

 
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