Simona Santoni

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3 ore e 46 minuti in un bianco e nero che gioca con luce e ombra, percorrendo una lunga e meditata (quasi) vendetta, toccando intanto storie di miseria e compassione. Questo è  Ang Babaeng Humayo (The Woman Who Left) di Lav Diaz, film filippino vincitore del Leone d'oro alla 73^ edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. 

"Il premio va al popolo filippino per la sua lotta", ha detto ieri il regista sul palco della Sala Grande del Palazzo del cinema, al Lido.

Protagonista Horacia Somorostro (interpretata da Charo Santos-Concio), la cui vita è diventata una vera e propria reclusión perpetua, una prigionia, piena di colpi di scena e imprevisti problematici, crudeli e inspiegabili. Siamo nel 1997. La principessa Diana muore in un violento incidente automobilistico; il mondo è rattristato dalla morte di Madre Teresa; le Filippine, diventate la capitale asiatica dei rapimenti, sono nella morsa della paura. Horacia, appena uscita dal carcere, cerca la sua vendetta. O forse la sua redenzione.

In questo video alcuni estratti di The Woman Who Left:

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