Claudio Trionfera

-

Afferrare le emozioni è un po’ come catturare il vento. Ci si può provare. Lo cantava Donovan in Catch the Wind alla metà degli anni Sessanta, prova a spiegarlo adesso Francesca Mazzoleni che con molta intraprendenza porta al cinema Succede - E nulla sarà più come prima (uscita in sala 5 aprile, durata 94’), rielaborando il romanzo di Sofia Viscardi (Mondadori) sulla scia delle sue meritate fortune letterarie. Oltre l’intraprendenza la regista mostra intelligenza perché ottiene quello che, presumibilmente, vuole ricavare dalla trasposizione, assegnando al racconto un linguaggio cinematografico e un corretto sistema narrativo che il libro, da solo, non può (e non vuole) possedere; e condensando l’emozione in una sfera di commedia soffice, acerba, graziosamente sentimentale.

Una “Bridget Jones” dell’adolescenza milanese

Al centro della storia c’è Meg. Ha la faccia pulita di Margherita Morchio che recita la parte d’esordio senza troppe sovrastrutture e che, perciò, non solo è credibile ma anche simpatica in tutta l’incertezza e mancanza di autostima e qualche brufolo del suo personaggio. D’altra parte è poco più d’una ragazzina e nella sua combriccola di amici è certo, se si vuole, la più imbranata. Un specie di  Bridget Jones dell’adolescenza sulla linea di confine che la separa dall’età più adulta: in quello speciale processo di crescita che passa fatalmente attraverso la ricerca, l’inseguimento e la scoperta dell’amore. La scintilla di “quel” momento irripetibile.

Genitori trasparenti, capanne segrete sui tetti

Poi c’è una Milano crepitante, ci sono gli amici, la più scafata Olly (Matilde Passera) che sguazza nei social, l’impacciato Sam (Brando Pacitto), l’amico del destino Tom (Matteo Oscar Giuggioli), genitori trasparenti come ologrammi e transitanti come vecchie comete nella loro partecipazione un po’ fasulla ai casi dei figli, vita tra i tetti dove affiorano per magìa capanne segrete sotto le stelle, messaggi e selfie sui telefoni che graficamente istruiscono l’immagine sulle dimensioni più pertinenti della comunicazione giovanile.

Accenti sinceri nella regìa e nella sceneggiatura

Senza, con questo, ordire intrallazzi e fare piaggeria tanto per strizzare l’occhio a un pubblico di ragazzini: il metodo è funzionale al racconto, nell’ottica, del resto, della cineasta romana proveniente dal Centro Sperimentale che neppure ha trent’anni e una pratica culturale agile e profonda, in grado, con la sua regìa e con un’attenta costruzione della sceneggiatura (scritta con Paola Mammini e Pietro Seghetti, oltre s’immagina, la benedizione di Viscardi medesima) di trasferire nel film accenti sinceri, freschi e “diversi” in ambito di rappresentazione generazionale.

Il lavoro sugli attori e l’energia delle musiche

Lavoro buono e meditato, si vede, fatto anche sugli attori, recitanti nel segno dell’immediatezza e dell’impulsività più effervescenti: niente di costruito, neppure di naturalistico. Una sorta di realismo a derivazione impressionista gaio e spontaneo anche nella riflessione, nelle delusioni, nei piccoli dolori, nei bisticci. Momenti, sensazioni e percezioni che la proposta musica innovativa di Lorenzo Tomio affianca e, per così dire, avalla con estro ed energia accanto ad un repertorio abbastanza ricercato fatto di sonorità pop (Birthh, Neimy), elettropop e dance (i due Chainsmokers), il rock alternative, industrial e indie (gli Awolnation), new e coldwave (Trisomie 21).

Per saperne di più

Voto: 3/5
© Riproduzione Riservata

Leggi anche

I 10 film più visti della settimana

"Rampage - Furia animale" con Dwayne Johnson subito in vetta seguito da "Nella tana dei lupi"

I film più belli del 2018 (finora)

Al primo posto un racconto in tre atti sulla danza senza uscita del destino. New entry "The Constitution - Due insolite storie d'amore"

Un sogno chiamato Florida - La recensione

Dall’indipendente Sean Baker arriva un film di un altro pianeta. Umanità stralunata ai margini di Disneyworld. Con il prodigio di un’attrice-bambina

1968: i dieci film più belli (che compiono cinquant'anni)

Il cinema di un anno fatidico nell’evoluzione di forma e contenuti. Per una "classifica" fatta di capolavori e opere che hanno rivoluzionato i generi

Commenti