Cinema

Oscar 2018, i nostri vincitori

"Chiamami col tuo nome" porterà una statuetta all'Italia? "La forma dell'acqua" sbancherà? Ecco le nostre previsioni. E i nostri preferiti

La forma dell'acqua

Simona Santoni

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Chiamami col tuo nome, il film italiano che parla americano di Luca Guadagnino, farà gioire il nostro cinema vincendo addirittura l'Oscar più ambito, quello al miglior film? Meryl Streep sarà sempre più la regina dell'Academy Award, vincendo la sua quarta statuetta? E Daniel Day-Lewis saluterà i set come lui sa fare, cioè conquistando l'ennesimo Oscar (anche per lui il quarto)? Lo sapremo il 4 marzo (in Italia nella notte tra domenica 4 e lunedì 5 marzo), quando al Dolby Theatre di Los Angeles si svolgerà la 90^ edizione della cerimonia degli Oscar (trasmessa da Sky Cinema Oscar HD e in chiaro da Tv8, che dà anche la possibilità di diretta streaming sul suo sito). 

Nel frattempo, sfera di cristallo in mano, divertiamoci a indovinare chi vincerà gli Oscar, nelle principali categorie, segnalando però anche chi vorremmo che vincesse o chi se lo meriterebbe di più.

Ecco i nostri vincitori degli Oscar 2018 (qui tutte le nomination).

 

Miglior film

Bella gara quest'anno, con 6 film su 9 davvero validi e con qualche possibilità di dir la propria.
Il favorito - forte di 13 nomination ricevute - sembra essere La forma dell'acqua - The Shape of Water di Guillermo del Toro: un fantasy sull'amore che va oltre le diversità, diretto da un regista messicano (connazionale di quei messicani che Trump vorrebbe tenere al di là di un muro). Sa molto di attuale rispetto al contesto socio-politico statunitense contemporaneo. 
I rivali più temibili? Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson, film seducente, raffinato e pensoso, che potrebbe però non arrivare alla sensibità dei più; Scappa - Get Out dell'esordiente Jordan Peele, autentica rivelazione che ha conquistato pubblico e critica e che cattura con acutezza la tensione razziale in America; Tre manifesti a Ebbing, Missouri, il film che sa mettere d'accordo tutti e, coniugando cinismo corrosivo e violenza pulp, inchioda gli effetti devastanti della rabbia, che può generare solo altra rabbia. Menzione di merito anche a L'ora più buia e Dunkirk.
Chi vincerà: La forma dell'acqua - The Shape of Water
Da non sottovalutare: Il filo nascosto
Dovrebbe vincere: Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Migliore regia

È abitudine recente distinguere il vincitore del miglior film da quello della migliore regia (è capitato quattro volte negli ultimi cinque anni). Dovrebbe capitare anche questa volta. Anche per spargere gli Oscar tra più film, vista la buona qualità dei contendenti. Pure in virtù di ciò, la migliore regia non dovrebbe spettare a Guillermo del Toro. La contesa è tra Paul Thomas Anderson, che tesse da sarto elegante, e Christopher Nolan, che trasforma un film di guerra in un racconto metafisico scorporato tra cielo, terra e mare. Potrebbe dire la sua anche l'attore, esordiente alla regia, Jordan Peele con Scappa - Get Out.
Chi vincerà:  Paul Thomas Anderson per Il filo nascosto
Da non sottovalutare: Christopher Nolan per Dunkirk
Dovrebbe vincere: Paul Thomas Anderson per Il filo nascosto

Migliore attrice protagonista

La sfida è a due, tra Frances McDormand, madre furente di Tre manifesti a Ebbing, Missouri, e Saoirse Ronan, adolescente inquieta di Lady Bird. Vista anche la forza d'urto del film in cui recita, la nostra scelta è...
Chi vincerà: Frances McDormand per Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Da non sottovalutareSaoirse Ronan per Lady Bird
Dovrebbe vincere: Frances McDormand per Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Migliore attore protagonista

Bellissima la sfida tra gli uomini: Gary Oldman riesce a trasformarsi e a diventare irriconoscibile nei panni di Winston Churchill (merito anche del trucco, certo) ne L'ora più buia; Daniel Day-Lewis è una volta di più magnetico ne Il filo nascosto, come sarto maniacale e appassionato che non sa vivere però la passione dell'amore; il giovane Timothée Chalamet in Chiamami col tuo nome è una gran bella scoperta; Daniel Kaluuya ha occhi ora stupiti, ora atterriti, che sanno dire tutto, in Scappa - Get out.
Chi vincerà: Gary Oldman per L'ora più buia
Da non sottovalutare: Daniel Day-Lewis per Il filo nascosto
Dovrebbe vincere: Gary Oldman per L'ora più buia

Migliore sceneggiatura originale

La sceneggiatura più spumeggiante e d'effetto è facile da scovare tra i cinque sfidanti: quella di Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh. Se però si dovesse cercare tra le pieghe meno dirompenti e più sotterranee, è meritevole anche Scappa - Get out. E, perché no?, Lady Bird.
Chi vincerà: Martin McDonagh per Tre manifesti a Ebbing, Missouri 
Da non sottovalutare: Jordan Peele per Scappa - Get out
Dovrebbe vincere: Martin McDonagh per Tre manifesti a Ebbing, Missouri 

Migliore sceneggiatura non originale

Questa è la categoria che dovrebbe arridere all'Italia, a Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino, adattato dall'omonimo romanzo di André Aciman.
Chi vincerà: James Ivory per Chiamami col tuo nome 
Da non sottovalutare: Virgil Williams e Dee Rees per Mudbound 
Dovrebbe vincere: James Ivory per Chiamami col tuo nome 

Migliore attrice non protagonista

La lotta è a due: l'algida e attenta sorella che tutto vede e tutto sa de Il filo nascosto, interpretata meravigliosamente da Lesley Manville, o la madre nervosa e riottosa di Lady Bird, così autenticamente imperfetta grazie a una verace Laure Metcalf?
Chi vincerà: Laure Metcalf per Lady Bird
Da non sottovalutare: Lesley Manville per Il filo nascosto
Dovrebbe vincere: Laure Metcalf per Lady Bird

Migliore attore non protagonista

Oltre a quella di Frances McDormand, da Tre manifesti a Ebbing, Missouri sono uscite altre due interpretazioni da appalausi, quella sottile e sensibile di Woody Harrelson, sceriffo con cuore da psicologo, e quella di Sam Rockwell, poliziotto razzista e omofobo, così devastante nella sua follia disperata che probabilmente passerà sopra a tutto e tutti. Se ne farà una ragione Willem Dafoe, eppure vigoroso e commovente in The Florida project.
Chi vincerà: Sam Rockwell per Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Da non sottovalutare: Willem Dafoe per The Florida project
Dovrebbe vincere: Sam Rockwell per Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior film straniero

Non è arrivato nella cinquina finale, a sorpresa, quello che a nostro avviso avrebbe dovuto essere il miglior film straniero, Foxtrot dell'israeliano Samuel Maoz (avrebbe dovuto essere anche il Leone d'oro della Mostra di Venezia 2017). Tra i cinque rimasti in gara, i film migliori sono il russo Loveless di Andrey Zvyagintsev, racconto gelido e spietato di una famiglia senza amore, e la storia onirica di disagio e amore Corpo e anima dell'ungherese Ildikó Enyedi. Potrebbe piacere all'Academy un film più popolare e politico come L'insulto del libanese Ziad Doueiri, battaglia morale e legale tra un operaio palestinese e un libanese cristiano.
Chi vincerà: Loveless di
Andrey Zvyagintsev (Russia)
Da non sottovalutare: L'insulto di Ziad Doueiri (Libano)
Dovrebbe vincereCorpo e anima di Ildikó Enyedi (Ungheria)

Miglior film d'animazione

Un po' di magra quest'anno nella categoria dedicata all'animazione. La Pixar non può che fare di nuovo centro, anche se Coco è distante anni luce dalla sagacia dell'ultimo cartoon da Oscar degli studios, il memorabile Inside Out.
Chi vinceràCoco di Lee Unkrich e Adrian Molina
Da non sottovalutare: Loving Vincent di Dorota Kobiela e Hugh Welchman
Dovrebbe vincereCoco di Lee Unkrich e Adrian Molina


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