Vita complicata per Rocco, 16 anni, genitori separati, madre giornalista da una parte, padre psicanalista dall’altra, una fidanzatina con la quale proprio non riesce ad “andare oltre”, una nonna rétro e politicamente nostalgica. Insomma un sacco di problemi nella famiglia stralunata.

Per la verità il rapporto tra Rocco (Andrea Amato) e la mamma (Veronica Pivetti) è di quelli complici e saldi; meno solido e risolto, invece, quello col padre (Corrado Invernizzi), il quale a dispetto della sua professione, sembra intento più a inseguire le grazie femminili – con l’aggravente di compiacersene - che a capire qualcosa del figlio e della gente in genere. Un po’ meglio con la nonna (Pia Engleberth) che tuttavia pare troppo svagata per diventare interlocutrice attendibile.

Con la fidanzatina Maria (Carolina Pavone) è tutto diverso e all’insegna del vorrei ma non posso: perché Rocco capisce presto che lei è meravigliosa come amichetta del cuore, voce della coscienza e confidente appassionata: più vicina alla figura di una sorella che a quella di una Giulietta. E presto se ne scopre il motivo. Perché il suo essere Romeo è orientato verso un altro Romeo, compagno di scuola e fan come lui – e come del resto la stessa Maria - di una icona musicale gay della quale è in programma un concerto al quale tutti i ragazzi vogliono partecipare.

Bomba in famiglia quando Rocco rivela ai genitori la propria omosessualità, convinto di essere capito ma subito deluso dal loro totale smarrimento. Intellettuali aperti e illuminati? Macché. Increduli, piuttosto, forse anche spaventati e disperati. Un classico. Che Rocco risolve scappando con i suoi amici a Milano a vedere il concerto del suo profeta musicale gay, inseguito dalla madre affannata e dalla nonna. Fuga risolutiva e chiarificatrice, dopo la quale, sulle ceneri del concerto appena consumato, l’intrico si scioglierà e si pacificherà. Con la nonna, come da manuale cinematografico, più avanti e “giovane” di tutti nel capire i turbamenti del nipote e le cose della vita.

L’esordio di Veronica Pivetti dietro alla macchina da presa è abbastanza riuscito. In una commedia poco convenzionale e molto delicata nel tratteggiare un vivace percorso tra i sentimenti. Dialoghi ben scritti, con felici risoluzioni comiche e, in generale, una struttura di racconto che, ponendo al centro il giovane Rocco con la “scoperta” della sua nuova identità, ne esplora i dilemmi dalle diverse angolazioni famigliari.

Un gioco di prospettive interessante e piuttosto tonico, senza che, peraltro, il racconto ne risulti appesantito o, peggio, arruffato o intorpidito da inutili e impropri psicologismi. Humour e leggerezza, anzi, sono sempre dietro l’angolo grazie a una regia intraprendente, fresca, festosa. Addirittura troppo quando la vicenda tende ad assumere toni vicini al grottesco, la recitazione diventa gridata, certe reazioni dei personaggi vengono spinte agli eccessi.

Peccati veniali, comunque, in una impostazione narrativa assai corretta: che mette in primo piano i personaggi all’interno di un contesto ben definito e le virtù di una buona recitazione collettiva. All’interno della quale, oltre i colori accesi con garbo e simpatia della Veronica Pivetti attrice, va senz’altro segnalata la prova della giovanissima Carolina Pavone nei panni di Maria. Esplosiva, immediata, spassosa. E’ il suo primo film,  ne sentiremo parlare.

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