My name is Ernest, il film su Hemingway e l'Italia

Il 7 febbraio a Venezia l'anteprima del lungometraggio di Emilio Briguglio che racconta i due periodi in cui lo scrittore ha conosciuto la nostra terra. Attenzione particolare alla Grande Guerra

– Credits: Venice Film Production

Simona Santoni

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Lo scrittore Ernest Hemingway ha trascorso momenti significativi della sua vita in Italia, nel corso della prima guerra mondiale, come volontario della Croce Rossa, e nel secondo dopoguerra, in un periodo di vacanza, in cui fece diventare celebri località come Cortina, Caorle e posti come l'Harry's Bar e il Gritti, raccontando gli amori legati a quei periodi, Agnes Von Kurowsky e Adriana Ivancich. 

Il racconto di quei ritagli italiani vive in My name is Ernest, film di Emilio Briguglio, prodotto da Venice Film Production in collaborazione con Running Tv International, che il 7 febbraio per la prima volta viene proiettato in sala, al Teatro La Fenice di Venezia (Sale Apollinee).

L'opera ricostruisce i due macro-periodi in cui il romanziere americano ha conosciuto l'Italia, in particolare il Veneto, mettendo in evidenza come la sua passione per la nostra terra lo abbia toccato e poi ispirato nella realizzazione di alcuni dei suoi capolavori, Addio alle armi e Al di là del fiume tra gli alberi. A immagini provenienti da archivi originali dell'epoca si uniscono ricostruzioni di set cinematografici; le riprese sono state effettuate nell'autunno del 2012 fra Torre di Mosto, i Colli del Montello, Chioggia, Abano Terme, Fossalta di Piave, Verona, Padova, Cortina, Caorle, Schio. 

"Nominare Hemingway oggi significa aprire le porte a un mondo eroico, leggendario" dicono il regista Briguglio e lo sceneggiatore Riccardi Fabrizi. "Volevamo rappresentare quest’uomo, così corpulento e virile, di cui si è detto e scritto tutto, in una luce nuova. Nell’immaginario popolare sembra nato con i capelli bianchi, la barba lunga, le cicatrici da marinaio e la bottiglia in mano, ma è stato ragazzo, ha tremato e sofferto per i primi palpiti d’amore come tutti. Sofferenza e sentimento che hanno reso le sue opere così emozionanti. Non a caso Agnes Von Kurowsky e Adriana Ivancich sono state vere e proprie muse ispiratrici di Addio alle armi e di Di là dal fiume e tra gli alberi".

Nel cast ci sono Stefano Scandaletti, Alessandro Bressanello, Diego Pagotto, Giorgio Careccia, Maximiliano Hernando Bruno. Eleonora Bolla interpreta l’amore giovanile di Hemingway, Agnes Von Kuroswky, mentre l'altro grande amore dello scrittore, incontrato in Veneto, la nobildonna Adriana Ivancich, ha il volto di Anita Kravos, colei che è stata la stramba artista concettuale de La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino.

Il trailer del film:

 
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