Simona Santoni

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Regista, attore, sceneggiatore, intellettuale tra i più apprezzati dal pubblico italiano e internazionale, Michele Placido oggi compie 70 anni, ma è sempre su piazza: passa dal cinema al teatro alla tv senza un attimo di sosta.  

Sul set per Suburra

Ha da poco terminato le riprese da regista 7 minuti, "un film di forte impegno sociale sull'importanza del riconoscimento dei diritti sul lavoro", spiega, con un cast tutto al femminile con Ambra Angiolini, Ottavia Piccolo, Fiorella Mannoia, Anne Consigny, Maria Nazionale, Violante Placido, dal testo teatrale di Stefano Massini (Lehman Trilogy). "Una storia che può ricordare per certi aspetti la vicenda della Thyssen, anche se è diversa". Racconta la vicenda di alcune operaie che dovranno scegliere per il destino di altre centinaia di colleghe. E annuncia: "Sto per iniziare le riprese della serie Suburra per Netflix targata Cattleya. Non male per un signore di 70 anni". 

Il successo con La piovra

Nato ad Ascoli Satriano (FG) il 19 maggio 1946, Placido è amato dal pubblico nazionale ma anche conosciuto in tutto il mondo per aver interpretato dal 1984 al 1989 il personaggio del commissario Cattani nei primi quattro capitoli dello sceneggiato tv La Piovra di Damiano Damiani, la più popolare fiction poliziesca italiana distribuita internazionalmente in moltissimi Paesi. La puntata in cui il commissario viene ucciso è stata vista da 17 milioni di telespettatori. Tra le serie tv più seguite anche Padre Pio tra Cielo e terra (oltre 14 milioni telespettatori la seconda puntata).

Al cinema

Michele Placido ha esordito sul piccolo schermo con Il Picciotto (1973) e al cinema con Romanzo popolare (1974) di Mario Monicelli, con Ugo Tognazzi e Ornella Muti. Seguono poi Mio Dio come sono caduta in basso (1974) di Luigi Comencini e Marcia trionfale (1976) di Marco Bellocchio. Il successo e la popolarità vengono rinnovati dalla sua interpretazione dell'eroico insegnante protagonista del film Mery per sempre (1988) di Marco Risi. Al cinema ha interpretato anche l'importante ruolo di Giovanni Falcone, magistrato ucciso dalla mafia nella strage di Capaci, nell'omonimo film di Giuseppe Ferrara.
Tra i suoi film Lamerica (1994) di Gianni Amelio, La lupa (1996) di Gabriele Lavia, Un uomo perbene (1999) di Maurizio Zaccaro, Liberate i pesci (1999) di Cristina Comencini, L'odore del sangue (2004) di Mario Martone, Le rose del deserto (2006) di Mario Monicelli, Piano, solo (2007) di Riccardo Milani, Il caimano (2006) di Nanni Moretti, Baarìa (2009) di Giuseppe Tornatore, Viva L'Italia (2012) di Massimiliano Bruno.    

Dietro la macchina da presa

Ha debuttato alla regia nel 1989 con Pummarò, film sul problema degli extra-comunitari, presentato al Festival di Cannes del 1990; successivamente ha diretto Le amiche del cuore (1992), di cui ha firmato anche la sceneggiatura, Un eroe borghese (1995) e Del perduto amore, presentato nel 1998 al Festival di Venezia, Un viaggio chiamato amore (2002), Ovunque sei (2004), Vallanzasca - Gli Angeli del Male (2010), Il Grande Sogno (2009). Ma il suo successo più grande come regista è per Romanzo criminale (2005), tratto dall'omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo, che ha vinto ben 8 David di Donatello.

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