Michael Douglas, nasceva 25 anni fa il mito di 'Wall Street'

L'11 dicembre 1987 usciva al cinema il celebre film di Oliver Stone, nel quale l'attore americano dà vita al suo personaggio più riuscito: lo "squalo" della finanza Gordon Gekko

Michael Douglas in "Wall Street" (Diritti Mondadori)

Alberto Rivaroli

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Due parole per celebrare un compleanno storico (25 anni) di uno dei film che hanno fatto la storia degli 80's: Wall Street di Oliver Stone. Un regista che ama visceralmente il cinema e non ha mai avuto paura di alimentare polemiche pur di girare i film che voleva, a modo suo: bravissimo a esaltare il talento degli attori che sceglie, è però una primadonna che rivendica con orgoglio difetti e meriti dei suoi lavori. Non è uno che si nasconde dietro il lavoro di squadra, insomma: ogni suo film è prima di tutto un film di Oliver Stone. Solo una volta è capitato che qualcuno riuscisse a spostare su di sé i riflettori, e la pellicola in questione è proprio Wall Street, che com'è noto racconta le spregiudicate manovre di un milionario senza scrupoli, Gordon Gekko.

Per interpretare uno dei monumentali "figli di" mai visti a Hollywood, Oliver Stone avrebbe voluto Richard Gere o Warren Beatty, ma non ci fu niente da fare. Allora ripiegò su Michael Douglas, che all'epoca era noto più che altro come produttore, e non aveva grandi ruoli drammatici nel suo curriculum. Molti glielo sconsigliarono, ma il regista tenne duro: disse sì a Michael e no a Tom Cruise, che voleva il ruolo già promesso a Charlie Sheen. Poi cominciò a girare quello che sarebbe diventato senza dubbio il suo film più popolare. Non certo il suo lavoro migliore (quello sceglietelo voi tra Platoon, JFK, Nato il quattro di luglio, Natural Born Killers e via discorrendo), ma quello che è rimasto maggiormente impresso nella memoria di tutti, grazie alle martellanti repliche televisive e al carisma di un personaggio che non è mai passato di moda.

La storia di Gekko si intreccia con quella di Bud Fox (Charlie Sheen), un giovane agente di borsa che, come migliaia di suoi colleghi, sogna di “acchiappare l'elefante”, cioè di fare affari con un pezzo grosso, ma grosso sul serio. Il suo idolo è propio il mefistofelico Gordon, uno che sullo stomaco non ha il pelo, ma il filo spinato. Un pescecane della finanza, volgare e aggressivo, che considera l'avidità un valore e rovina  chiunque gli capiti a tiro solo perché ne ha la possibilità (e trova assurdo non sfruttarla). Dopo mesi di anticamera, Bud riesce a incontrarlo per cinque minuti e, miracolosamente, lo convince a offrirgli una chance. È l'inizio di una carriera folgorante: Gekko lo rende milionario e potente, e gli getta tra le braccia una sua ex amante, Darian (Daryl Hannah), una sventola da paura che, nella visione del mondo di Gekko, non può mancare accanto a un (neo)milionario.

Tutto perfetto? No, perché Bud si illudeva di fare carriera rimanendo pulito, ma questo con Gekko è impossibile: per non perdere i suoi privilegi, il giovane finanziere arriva al punto di tradire suo padre (Martin Sheen, padre di Charlie abnche nella realtà), rivelando al suo mentore informazioni riservate sulla compagnia aerea per cui lavora il genitore. Notizie che Gordon usa per fare soldi, mandando sul lastrico senza rimorsi centinaia di persone. Fox senior crolla, colpito da un attacco di cuore, e solo a questo punto il figlio si ribella. Ma sarà ancora in tempo a cambiare le cose?

Nelle intenzioni di Stone, figlio di un agente di borsa e da sempre sensibile all'immoralità di certi ambienti finanziari, Gekko avrebbe dovuto incarnare tutto ciò che di sporco, volgare e sgradevole si poteva trovare nei salotti buoni di Manhattan, ma il regista non aveva fatto i conti con una variabile risultata poi decisiva: Douglas. Mentre Charlie Sheen in questo film è espressivo come un murale della Valcamonica, l'alchimia tra Michael e il suo personaggio è perfetta. Il copione gli impone di parlare a raffica? E lui si prende un istruttore di dizione che gli insegna a gestire la respirazione per poter poi sparare grappoli di battute memorabili senza neppure rifiatare. Aggiungiamo fascino e carisma, e il risultato finale è clamoroso: l'attore entra nella parte come la scarpetta nel piede di Cenerentola. Perfezione assoluta. Puntuale arriva un Oscar, e con esso la nascita di un perfetto cliché hollywoodiano. Il cattivo alla Gekko, però, fa storia a sé: il suo fascino sarà anche maligno, ma è irresistibile. Così, con supremo scorno di Stone, non solo Gordon non attira antipatie e giudizi morali, ma diventa un idolo  per le ammiratrici di Douglas e per un'intera generazione di aspiranti milionari, che lo prendono a modello negli anni a venire. Douglas-Gekko, in poche parole, è l'unico che è riuscito a rubare la scena a Oliver Stone. E il regista, per vendicarsi, gli ha fatto due sgarbi feroci. Primo, gli ha dedicato un sequel (cosa mai fatta prima): Wall Street - Il denaro non dorme mai, uscito nel 2010. Secondo, ancor più imperdonabile, lo ha fatto diventare buono, come un pischello qualsiasi.

Eppure, caro Oliver, è stato tutto inutile: l'unico Gekko che ci ricordiamo è quello cattivo, cattivissimo, che sogghigna e sussurra al suo giovane allievo: "Se vuoi un amico, comprati un cane".

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