Sarà che "da barese a tarantino il passo è breve", come ci ha detto in una passata intervista lo stesso comico pugliese, sempre incline alla battuta, ma Lino Banfi è ormai un'icona del cinema italiano. Almeno lo è per un regista che di cinema se ne intende, alias Quentin Tarantino. Anche grazie al suo straordinario e appassionato endorsement, le commedie sexy che hanno fatto la fortuna di Banfi, tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, oggi forse sembrano meno grossolane, di sicuro un ridente ricordo di anni spensierati. 

"Il mio genere di film è sempre stato preso sotto gamba da tutti, invece a distanza di anni ora sono diventati cult movies", ci aveva detto Banfi. "Non si capisce perché i film comici che incassano non debbano avere diritto a niente. Forse perché si ride, e per gli intellettuali questo è un delitto, finisce che si 'inghezzano'. La mia soddisfazione è vedere ogni giorno l’affetto del pubblico che viene, mi bacia, mi abbraccia, chiede una foto, un autografo". 

Che piaccia o che non piaccia, Lino Banfi infatti piace. E tanto. E oggi, che compie 80 anni (scattano il 9 luglio, anche se la mamma l'ha scritto all'anagrafe soltanto l'11 luglio 1936), si è anche "ripulito" l'immagine. Non è più un l'uomo medio impegnato in frequenti equivoci sessuali con le bellezze provocanti (e mezze nude) dell'epoca, da Nadia Cassini (L'insegnante balla... con tutta la classe, 1979; L'infermiera nella corsia dei militari, 1979) ad Edwige Fenech (L'insegnante va in collegio, 1978). 

Ora Lino per tutti è nonno Libero dell'amatissima e popolare serie tv Un medico in famiglia. È un personaggio buono e simpatico, adatto a grandi e bambini, patriarca di una famiglia allargatissima. Volto apprezzatissimo della tv, ha anche prestato con orgoglio il suo volto per film tv e fiction sull'omosessualità: Un difetto di famiglia (2002), al fianco di Nino Manfredi; Il padre delle spose (2006), dove recita accanto a sua figlia Rosanna.

Nel 2012 è tornato sul grande schermo per la commedia Buona giornata di Carlo Vanzina (2012) e recentemente lo abbiamo visto in Quo vado?, come corrotto mentore politico di Checco Zalone e strenuo sostenitore del posto fisso. 

Nella carriera piena di risate di Lino Banfi, il suo ruolo cult resterà però quello del 1984: il mediocre allenatore di calcio Oronzo Canà della commedia di Sergio Martino L'allenatore del pallone.

Nell'ottantesimo compleanno di super Lino, lo omaggiamo con questa gallery fotografica.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti