Simona Santoni

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La La Land conquista Venezia. Film d'apertura della 73^ edizione della Mostra del cinema, in corsa per il Leone d'oro, è firmato Damien Chazelle, il regista del sorprendente Whiplash. Ha per protagosti Ryan Gosling - non presente al Lido - ed Emma Stone ed è un musical scandito dalla colonna sonora di Justin Hurwitz.

Ecco 5 cose da sapare su La La Land

1) "Non rinunciate ai sogni!

"Ragazzi abbandonatevi ai sogni e non rinunciateci", è l'invito pieno di slancio di Emma Stone dal Lido, diafana e luminosa. 
La La Land è infatti un film sui sogni e sulle fatiche per coronarli. Racconta la storia di Mia (Stone), aspirante attrice, e di Sebastian (Gosling), appassionato musicista jazz, delle loro aspirazioni e di come queste si scontrino con la realtà in una città famosa per distruggere le speranze, Los Angeles. Gosling sogna di aprire un locale jazz, mentre tutti gli dicono che il genere è morto, mentre Stone, attrice in erba, dopo tante audizioni andate male, decide di scrivere una piece teatrale da protagonista assoluta. 
"Damien e io abbiamo parlato delle nostre esperienze, di quando arrivai a Los Angeles, ma non ho mai pensato dopo un fallimento di tornare indietro in Arizona, un coraggio che invece Mia ha", ha detto la Stone. "Quello che penso è che non dobbiamo permettere che i sogni vengano frustrati per questo. Dico ai giovani di mettere da parte il cinismo con cui stanno crescendo, l'ironia che fredda tutto per mettersi a lavorare duramente per affermare i propri sogni".  

2) Il musical? Una magia vintage per i giovani

La La Land è un omaggio alla stagione d'oro del musical americano. "Oggi più che in altri periodi abbiamo bisogno di vedere speranza e amore sui nostri schermi, i film sono il linguaggio dei nostri sogni, si esprimono emozioni che violano le regole della realtà", afferma il regista. "I musical sono atemporali, semplici, realistici, sono le emozioni che dettano le canzoni, che non sono introdotte forzatamente". 
Chazelle, che nel suo passato ha studiato musica e ha alle spalle un film sulle ossessioni della musica come Whiplash, spiega così questa sua scelta "vintage" che però sa di contemporaneo. "I film seguono percorsi intimi, sono influenzati dalla tua formazione; a me ad esempio interessava che un genere come il musical dato sempre per spacciato riuscisse a interessare anche il pubblico di oggi imbibito di nuove icone. Questa storia d'amore, di tenacia, di memorie romantiche, di felicità e melanconia spero tocchi il pubblico disabituato al musical. È una magia demodé che ho sperato di tradurre per i giovani di oggi: c'è bisogno di sognare ancora, la realtà non è quasi mai all'altezza dei sogni".
Per la Stone il musical è stata la dimensione ideale: "Amo il musical da quando avevo 8 anni quindi ringrazio il regista per avermi dato questa opportunità. Ho esordito in un musical da bambina". 

3) Los Angeles, città non amichevole ma poetica

Los Angeles fa da sfondo a La La Land. "Ci vivo da nove anni, non è una città amichevole", ha raccontato il regista. "Abbiamo fatto riferimento a tutti i cliché che usavamo io e un amico per parlare di Los Angeles, dal traffico impazzito alle celebrities che ti camminano vicino. Però c'è anche qualcosa di poetico, ci vivono persone con sogni irrealistici. Los Angeles non sembra un luogo reale, abbiamo girato tra le 18 e le 19 del pomeriggio, per i colori che aveva la città in quell'unica ora".

4) In vista degli OScar

La Mostra del cinema di Venezia finora ha portato più che bene ai film hollywoodiani, diventando una sorta di viatico per l'Oscar. Si pensi a Gravity, Birdman, Il caso Spotlight. Sulla scia di questo trend consolidato, la deliziosa commedia romantica che aggiorna il mito di Fred Astaire e Ginger Rogers si candida a essere protagonista degli Academy Awards.

5) La critiche positive della stampa

Applausi dopo la proiezione dedicata alla stampa, applausi in apertura all'incontro coi giornalisti: La La Land sembra aver conquistato i media. 
Variety ne scrive così: "Il musical cinematografico più audace da tempo lungo e questo perché - ironia della sorte - è il più tradizionale". Il Guardian gli attribuisce cinque stelle su cinque e già nel titolo parla di un "capolavoro assolato". Esalta anche le "performance formidabili" dei due attori: "Ryan Gosling e Emma Stone sono entrambi eccellenti, in particolare Stone, mai migliore di così".

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