Cinema

"Jupiter - Il destino dell'universo" dei fratelli Wachowski: 5 curiosità sul film

Pout-pourri di atmosfere e figure già viste, investite di significati quasi nuovi, protagonisti Mila Kunis e Channing Tatum

Jupiter - Il destino dell'universo

Simona Santoni

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Esci dalla visione di Jupiter - Il destino dell'universo e scopri di essere un "terrano" da allevamento e che il nostro pianeta è solo una piccolissima parte - ma pregiata - di un'industria molto grande. Sembra un contrappasso a gigantesca scala pensato da un vegano oltranzista. Lana Wachowski in effetti è vegetariana, non suo fratello Andy. Il duo di registi della saga di Matrix firma un ennesimo lavoro di fantascienza originale (loro anche il soggetto e la sceneggiatura). Di fronte alle loro visioni celesti però la cosa migliore da fare è cercare di non porsi tante domande (per chi ci riesce), né obiettare troppo sulle loro spiegazioni veloci e superficiali (vedi scena delle api). 

Ecco così che conosciamo personaggi di un immaginario nuovo come il "licatante" Caine (metà umano, metà lupo), che è per giunta albino. Lo interpreta un Channing Tatum dalle orecchie appuntite. È lui il cavalier servente di Jupiter, ovvero Mila Kunis, vera e propria Cenerentola che nel più classico dei cliché da pulisci-gabinetti diventa principessa. Ma poi voliamo verso altri mondi perché è presuntuoso pensare che l'umanità abbia avuto origine sulla Terrra. È nata invece molti millenni fa sul congestionato pianeta Orous, ora diventato un ufficio amministrativo e archivio.

Al di là degli abitanti della Terra, però, gli unici esseri umani che vediamo sono Jupiter e i tre eredi Abrasax, tra cui spicca Balem, interpretato da un Eddie Redmayne etereo e spietato, recentemente visto come Stephen Hawking da Golden Globe in La teoria del tutto. Tutte le altre creature sono esseri umani inseminati con un'altra specie oppure esseri umani sintetici o addirittura robot.

Tra visir da sembienze di gufo, lucertoloni alati realizzati in motion-capture, consiglieri dalle orecchie grandi come foglie di spinaci, elisir che garantiscono eoni di vita e gioventù, l'universo dei fratelli Wachowski è colorato ma manca di fascino e convinzione. Sembra un pout-pourri ridondante di atmosfere e figure già viste, investite di significati quasi nuovi.

Ecco cinque curiosità su Jupiter - Il destino dell'universo.

 

1) La Dorothy di Oz che è in Jupiter

I fratelli Wachowski hanno pensato alla loro protagonista Jupiter come alla Dorothy di Oz. "Mi piaceva l'immagine di Toto come suo protettore. Anche Jupiter aveva bisogno di un protettore", racconta Lana. 
Lo stesso riferimento alla storia de Il meraviglioso mago di Oz torna sul finale del film, al momento del dono del telescopio. "C'è qualcosa di bello nell'idea del dono del Mago di Oz a Dorothy e ai suoi tre compagni; sono il simbolo di qualcosa che già avevano dentro di loro. Il dono del telescopio alla fine è lo stesso; la capacità che aveva suo padre di vedere la meraviglia al di là del nostro punto di vista, oltre le nostre stesse vite, era qualcosa che Jupiter coltivava da sempre dentro di sé".

2) L'omaggio a Brazil e Terry Gilliam

Nel cast compare anche l'attore, scrittore e regista Terry Gilliam in un ruolo perfido e divertente, quello di un funzionario insoddisfatto del Seal and Signet Minsiter, che ha a che fare con un labirinto di uffici facenti parte del Commonwealth Ministry, dove Jupiter dovrà garantire le sue credenziali regali. In questo passaggio c'è un omaggio al capolavoro di Gilliam, Brazil. "Rivestire i panni di un vecchio scontroso è abbastanza facile", racconta Gilliam. "Basta piegarsi, incurvarsi e iniziare a parlare con voci strane: e il gioco è fatto. È passato molto tempo dall'ultima volta che ho recitato di fronte a una telecamera, ma i fratelli Wachowski mi hanno chiesto se potevo ritrarre questo anziano impiegato in un mondo stile Brazil, e come avrei potuto dir loro di no? Sono sempre stato un loro fan accanito".

3) Tatum pattinatore

Uno degli elementi più intriganti del film - quelli sì - sono gli anfibi che indossa il licatante interpretato da Channing Tatum, stivali che sfruttano la forza di gravità permettendogli di navigare nell'aria. In realtà l'attore indossa dei pattini in linea, le cui rotelle sono state cancellate in post-produzione. Li ha ha usati su un sistema di rampe e piattaforme, legato a dei cavi per rendere alla perfezione le simulazione aeree che ha compiuto. Sei uomini intanto tiravano i fili dietro il green screen, guidati dal coordinatore stunt R.A. Rondell, famoso per il suo lavoro in Matrix.
Tatum ha pattinato su un gigantesco tapis roulant a tre lati, lungo quattro metri e largo due, a una velocità di 4,5 miglia all'ora, soprattutto nelle scene in cui trasporta Mila Kunis, durante la navigazione sopra Chicago e attraverso i mondi alieni. Per contribuire alla formazione di Tatum sono stati ingaggiati il pattinatore californiano Cory Miller e l'esperto pattinatore francese Taïg Khris, conosciuto per essere saltato nel 2010 su una rampa dalla torre Eiffel, segnando il record mondiale di salto in linea.

4) Tatum e Kunis sospesi ai cavi, ma non dall'elicottero

Nelle scene in cui Caine difende Jupiter, Tatum ha eseguito la maggior parte delle azioni che lo vedono protagonista con Mila Kunis legata con una cintura alla sua schiena. La coppia ha trascorso una discreta quantità di tempo sospesa con i cavi. Entrambi hanno girato quasi tutto il film in prima persona, tranne le sequenze in cui dovevano essere appesi dall'elicottero: le rispettive assicurazioni non lo hanno permesso. 
La fuga tra i palazzi di Chicago è infatti stata realizzata fondendo riprese dal vivo ed effetti visivi. Le controfigure di Channing e Mila sono state sospese a 460 metri di altezza sul livello della strada, legate a un elicottero che si muoveva attorno agli edifici, tra le 5,15 e le 5,45 della mattina. 

5) Qualche numero

Prima di iniziare le riprese ci sono voluti 18 mesi per la visualizzazione dei costumi e delle sembianze di centinaia di alieni e ibridi umani o animali. Successivamente la squadra capitanata dal supervisore Dan Glass ha realizzato circa 2.500 inquadrature con effetti visivi. Il film dura 127 minuti che, nonostante le poche scosse emotive, scorrono abbastanza fluidamente.

Voto: 2/5
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